ANNO 16 n° 274
Meroi: 'Le banche non sostengono la cultura'
28/06/2011 - 18:38

Le banche? Brave a raccogliere, legittimante, i risparmi dei viterbesi, ma con il braccino corto, anzi cortissimo, quando si tratta di scucire un po’ di soldi per la cultura e il turismo. E’ la denuncia lanciata senza mezzi termini dal presidente della Provincia Marcello Meroi, durante la presentazione del cartellone 2011 del teatro romano di Ferento.

A dare la stura alla sfogo di Meroi è stato il diverso comportamento di Confindustria Viterbo, senza il cui contributo, definito “determinante”, Ferento non avrebbe potuto aprire i battenti.  “Ho scritto alle circa venti banche che operano nel Viterbese – ha argomentato Meroi  - per chiedere loro di contribuire per mantenere vive alcune importanti realtà culturali che, a causa della carenza di fondi, rischiavano e rischiano ancora di saltare o di essere notevolmente ridimensionate. Alla prima lettera hanno risposto solo due banche, le solite, che da anni sostengono varie iniziative. Alla seconda lettera – ha aggiunto – hanno risposto in molti, ma quando si è trattato di indicare le somme che erano disposte a mettere a disposizione, perché dovevamo chiudere il bilancio, hanno risposto esclusivamente i soliti due istituti. Dico questo – ha concluso – perché la gente sappia come si comportano le banche che hanno oltre 110 sportelli in tutta la provincia”.

Una realtà, quella bancaria, che se è stata tirata con la Provincia, con gli imprenditori si è rilevata una sorta di muro di gomma. La raccolta, stando ai bilanci, aumenta di anno in anno ma, contemporaneamente il braccino si fa sempre più corto, fino a scomparire completamente. Soprattutto per chi ha più bisogno.  Meroi , per rendere più incisiva la sua denuncia avrebbe dovuto svelare i nomi delle due banche disponibili. Il resto lo dovrebbero fare i viterbesi, diventato meno disponibili verso quegli istituti di credito che si sono mostrati, e non da oggi, indisponibili verso il territorio.

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