

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente della Provincia, Marcello Meroi, ha inviato questa mattina ai componenti del Cda di Unopiù e all'amministratore delegato Marco Dolcino.
“Egregi signori, come avrete avuto modo di verificare in queste ultime settimane nel corso degli incontri che abbiamo avuto a livello istituzionale per affrontare la vertenza della Unopiù, non ho mai assunto posizioni ideologiche o di parte, ma mi sono adoperato per evitare un’esasperazione del clima.
Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, non si è riuscito ad evitare la rottura fra dirigenza e lavoratori, manifestatasi anche nell’incontro del 20 novembre scorso, convocato in Prefettura per trovare una via d’uscita alla grave crisi occupazionale che rischia di colpire una delle realtà produttive più importanti della Tuscia.
Il 10 ottobre del 2011 mi feci promotore di un intervento presso l’Amministratore Delegato della Banca Nazionale del Lavoro Fabio Gallia, pregandolo di scongiurare la chiusura della Unopiù attraverso la riconferma del pieno utilizzo della linea di credito da 1,5 milioni di euro denominata Cash Pooling Internazionale, sempre utilizzata dall’Azienda come garanzia nei periodi di basse vendite.
Anche l’impegno congiunto delle istituzioni ha consentito alla Unopiù di ricevere dalle banche il sostegno necessario a garantire il prosieguo della produzione e, pur nella difficile congiuntura economica che stiamo attraversando, lo svolgimento delle attività ed i relativi guadagni.
Un anno fa, quindi, gli istituti di credito che hanno deciso di soccorrere la Unopiù, hanno di fatto dimostrato di considerare l’ Azienda una risorsa del territorio, una garanzia di stabilità per l’intera economia provinciale. Quelle stesse banche che in altre occasioni ho criticato per la scarsa attenzione verso i destini della nostra provincia, in questa specifica vicenda hanno invece mostrato un interesse attivo per le sorti produttive ed occupazionali della Unopiù e dell’indotto economico ad essa collegato.
Ritengo quindi che l’importante lavoro ed i positivi risultati ottenuti in passato non possano oggi essere perduti. La politica dello scontro non porta alcun risultato e può avere come drastica conseguenza solo l’aumento vertiginoso della tensione sociale già in atto. Tutto ciò non aiuta né la sopravvivenza dell’azienda, né tantomeno la risoluzione del dramma che sta attraversando le famiglie dei lavoratori a rischio mobilità.
Ciò che torno a chiederVi, anche alla luce degli impegni messi in atto nel recente passato, è di considerare ogni strada percorribile alternativa al licenziamento. Comprendo perfettamente le esigenze aziendali, di bilancio e di strategia, ma sono certo che soluzioni che possano compenetrare, non esigenze contrapposte, ma identiche volontà di sviluppo e di crescita avvertite da Azienda e lavoratori, possano essere percorribili in un interesse realmente comune.
Queste persone con il loro lavoro hanno fino ad oggi rappresentato il motore delle attività aziendali, quel valore aggiunto che ha reso la Unopiù una straordinaria risorsa economica e produttiva della nostra provincia. Ritengo che da parte Vostra vi possa essere tutto l’interesse a ribadire piena fiducia verso queste persone che con onestà, competenza e dedizione, hanno operato nell’interesse della Unopiù aiutandola a svilupparsi e ad affermarsi sul mercato. L’auspicio di tutti è che l’Azienda possa tornare sul mercato e riprendere la propria produzione ed operatività a pieno regime, con il sostegno ed il contributo di quanti hanno speso le loro energie al suo servizio.
E’ per questo che mi appello a Voi nella consapevolezza che, pur nella complessità della situazione, si possano individuare insieme soluzioni adeguate, ribadendo la mia personale disponibilità e quella dell’intera Amministrazione provinciale a poter mettere in atto ogni iniziativa che possa rendersi necessaria ed utile”.
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