ANNO 16 n° 274
Meroi intima lo ''sfratto''' alla Prefettura
''Il palazzo č di proprietā della Provincia e verrā inserito tra i beni da vendere
21/07/2012 - 04:00

VITERBO – Il presidente della Provincia Marcello Meroi ha intimato lo ''sfratto'' alla prefettura. E si accinge ad intimarlo anche ai carabinieri da palazzo Ruspoli, in via della Pace. Poi potrebbe toccare ai vigili del fuoco e così via. Gli immobili, i primi due di grande pregio storico, come ha annunciato lo stesso Meroi, saranno inseriti in un elenco di beni di proprietà dell’amministrazione provinciale da vendere, che verrà stilato nei prossimi giorni.

Una decisione scaturita dal fatto che il decreto sulla spending review stabilisce che le province, sia quelle sopravvissute al piano di riordino approvato ieri dal consiglio dei ministri, sia quelle che potrebbero salvarsi fondendosi con altre in odor di scioglimento, qual è quella di Viterbo, non percepiranno più un centesimo d’affitto per i loro edifici adibiti a uffici pubblici. Un vero e proprio ''esproprio'' che ha suscitato le ire di Meroi e di quasi tutti gli altri presidenti di provincia.

''Ho già informato il prefetto Antonella Scolamiero – ha detto il presidente - della decisione della Provincia di avviare tutte le procedure previste dalla legge per recedere dal contratto d’affitto con l’Ufficio territoriale del Governo per il palazzo della Prefettura in piazza del Plebiscito. L’immobile – precisa - è di proprietà dell’amministrazione provinciale, che fino ad oggi ne ha concesso l’uso alla Prefettura. D’ora in avanti, però, le cose cambieranno, perché per decreto non sarà previsto più nessun corrispettivo alle amministrazioni provinciali per l’utilizzo delle strutture. E’ perciò doveroso provvedere al recesso dei contratti d’affitto in essere fino ad oggi''.

Meroi aggiunge che ''lo stabile sarà inserito immediatamente nel piano delle alienazioni immobiliari che presto il consiglio provinciale approverà e successivamente verrà messo in vendita''.

Poi Meroi spiega i motivi della decisone: ''Non ho alcuna intenzione di lasciare a Monti e ai suoi banchieri edifici storici che fanno parte del patrimonio della Tuscia. Io, sia chiaro, quel valore lo lascio ai cittadini viterbesi, così come sono certo faranno altri colleghi presidenti di provincia nei loro territori. La stessa procedura – conclude - sarà avviata anche per altri immobili di proprietà della Provincia''.

Il piano di riordino del governo Monti, tra l’altro, prevede che le amministrazioni provinciali sopravvissute abbiano competenza esclusivamente su ambiente, trasporti e viabilità. Che fine farà quindi il considerevole patrimonio immobiliare della Provincia, a parte le i 43 edifici scolastici che verranno automaticamente assegnate alle regioni e ai comuni?

Se Meroi manterrà, come sembra intenzionato a fare, i suoi propositi, verrà alienato. Tra gli immobili messi in vendita, oltre al palazzo della prefettura, all’ex sede dei carabinieri, alla caserma dei vigili del fuoco, potrebbero finire Palazzo degli Alessandri e Palazzo Scacciaricci a San Pellegrino, Palazzo Borgognoni , attiguo al liceo scientifico Ruffini, l’ex palazzo della curia in via del Collegio, la villa della Quercia che ospita il Laboratorio di restauro ed altri ancora. Ci sono poi le ex sedi delle colonie estive di San Martino al Cimino e di Bolsena.

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