ANNO 16 n° 273
Mercati sotto stress, incertezza fa da padrona
26/03/2013 - 09:22

Piazza Affari apre in rialzo con il Ftse Mib che sale dello 0,4% a 15.707 punti. Bene Bpm (+2,21%), Mediobanca (+1,23%) e Intesa SanPaolo (+1,22%). Scivola Telecom (-2,44%).

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco è in leggero calo questa mattina in apertura dei mercati a 324 punti base contro i 328 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale scende cosìal 4,58%.

ASIA SCONTA MODELLO CIPRO - La scivolata dell'Europa e di Wall Street sul modello Cipro, ritenuto valido per tutte le crisi bancarie, ha colpito anche i listini orientali, che hanno chiuso prima dell'assetto da combattimento dell'esercito nordcoreano. Giù Tokyo (-0,6%) e Sidney (-0,8%), bene Seul (+0,3%), stabile Hong Kong (+0,05%), ancora aperta insieme a Shanghai (-1,25%). Positivi i futures sull'Europa e su Wall Street dopo la marcia indietro del presidente dell'Eurogruppo Djisselbloem sul modello Cipro. Le vendite hanno colpito a Tokyo i comparti produttivi, dall'elettronica di Konica Minolta ((-6%), Pioneer (-4,3%) e Sony (-2,69%) alle auto di Mazda (-4,44%) e Suzuki (-2,03%), cauta Toyota (-0,2%). Deboli a Sidney Bhp Billiton (-0,48%) e Rio Tinto (-1,32%). Bene ad Hong Kong l'immobioliare Henderson (+4,5%) a differenza del produttore di computer Lenovo (-1,85%).

In serata la Banca Centrale ha reso noto che tutte le banche resteranno chiuse fino a giovedì uniformando così l'apertura degli sportelli sia per la Cyprus Bank e la Laiki Bank, le banche coinvolte nella pesante ristrutturazione concordata fra Nicosia e l'Eurogruppo, per le quali era stata annunciata la riapertura giovedì, che per tutte le altre i cui sportelli avrebbero dovuto riaprire domani.

Cipro è salva, si assicura i dieci miliardi di aiuti dell'Eurozona ma in cambio di una ristrutturazione pesante del suo sistema bancario che da oggi cambia per sempre: 'Un modello che potremo applicare anche a futuri salvataggi', spiega il presidente dell'eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, spaventando i mercati che dopo le sue parole precipitano, costringendo l'olandese a fare retromarcia. Ma ormai il timore si è già insinuato in Europa, perché questo quinto salvataggio di un Paese euro ha dimostrato che a pagare per banche e Stati in difficoltà possono anche essere i semplici, seppur ricchi, risparmiatori. Tutti soddisfatti il giorno dopo l'accordo: la Merkel plaude ad un'intesa 'sostenibile', per Djisselbloem 'mette fine all'incertezza della zona euro', per il presidente Anastasiades é 'duro' ma il migliore che si potesse ottenere. La Germania inoltre spunta anche ciò che voleva dal principio: 'Così abbiamo raggiunto quello che abbiamo sempre ritenuto giusto, cioé ridimensionare il sovradimensionato settore bancario di Cipro', ha detto il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble. L'intesa raggiunta nella notte, dopo un negoziato difficilissimo a cui hanno partecipato i 'big' dell'Ue e Anastasiades, è principalmente una 'rivoluzione' del sistema finanziario dell'isola: la seconda banca del Paese, la Laiki, sarà immediatamente chiusa e divisa in una 'bad bank' e in una 'good bank', e quindi scomparirà. Gli asset buoni finiranno nella Bank of Cyprus, così come la liquidità d'emergenza della Bce (Ela), che deve essere restituita. I depositi sotto i 100mila euro della Laiki saranno garantiti. Ad essere duramente colpiti saranno i detentori di azioni e obbligazioni della banca e i correntisti con depositi superiori ai 100.000 euro, per un ammontare di 4,2 miliardi di euro. Anche la Bank of Cyprus, prima banca del Paese, non esce indenne: i depositi superiori ai 100.000 euro subiranno perdite importanti che arriveranno fino al 30%. Le altre banche non saranno toccate dai provvedimenti e le misure d'emergenza sulle restrizioni di capitali dovrebbero evitare la fuga dagli sportelli come 'effetto psicologico' in seguito alla ristrutturazione del sistema. Ma la Banca Centrale cipriota, in serata, ha annunciato che rimarranno chiuse fino a mercoledì. Ma la 'soluzione Cipro', una novità per l'Europa, spaventa i mercati soprattutto dopo che in un'intervista Dijsselbloem spiega che 'la partecipazione degli investitori e titolari di depositi nella ristrutturazione delle banche, rappresenta un nuovo modello su come gestire i problemi del sistema bancario in Europa'. I suoi commenti affondano le borse europee e mandano nel panico i Paesi deboli, come la Slovenia, prossimo sulla lista a chiedere l'assistenza Ue, ma anche Paesi con sistemi bancari importanti anche più di quello di Cipro come il Lussemburgo (le sue banche valgono 20 volte il suo pil) e Malta (8 volte il pil). Tanto che in serata Dijsselbloem è costretto a rettificare, e precisa che 'non esistono modelli per i salvataggi, ma ogni piano è costruito per la situazione specifica'. Inoltre, l'accordo non convince proprio tutti: per Moody's 'Cipro rimane a rischio default e di uscire dall'area', mentre per la Russia 'il furto continua', visto che i più colpiti dalla ristrutturazione saranno proprio i ricchi russi residenti nell'isola. Resta poi il rammarico delle istituzioni europee che oggi ammettono: se si fosse trovata un'intesa sei mesi fa, l'impatto sul suo sistema finanziario ed economico sarebbe stato 'diverso', e invece a prevalere è stato alla fine il 'modello di Fmi e della Germania', con un 'impatto molto più grande sul pil'.

ansa.it






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