ANNO 16 n° 272
Mencarini apre la porte al commissario
La crisi politica fa sfumare l'ipotesi di una reggenza del vice sindaco
05/09/2018 - 07:10

TARQUINIA – Venti giorni di tempo o poco più per ricucire lo strappo con la maggioranza e all’orizzonte l’ombra del commissario prefettizio. Il sindaco di Tarquinia, Pietro Mencarini, ha qualche settimana per ritirare le proprie dimissioni o concludere definitivamente il proprio mandato aprendo la strada che porterà alle elezioni anticipate.

Da tempo si parlava in città di un sindaco in procinto di gettare la spugna per motivi di salute. Un’ipotesi questa che ai sensi dell’articolo 59 del Tuel avrebbe aperto la strada a una “reggenza” del vicesindaco.

Il testo unico degli enti locali prevede infatti che in caso di impedimento permanente del sindaco, decade la giunta, si procede allo scioglimento del Consiglio e le funzioni del sindaco vengono svolte dal vice sindaco fino a nuove elezioni-

A sbarrare la strada a questa possibilità è lo stesso sindaco Mencarini che nella lettera inviata ai cittadini dice senza mezzi termini che la sua scelta è dettata da motivazioni politiche. ''Le ragioni per le quali sono stato costretto a presentare le dimissioni sono di esclusiva natura politica.

Non ritengo sussistano le condizioni per condurre un’amministrazione la cui maggioranza è continuamente fatta ostaggio dalle volubili volontà di gruppi di consiglieri che, su determinati argomenti, si sono aggregati per contestare la linea adottata dalla maggioranza medesima''.

Il caso specifico di Tarquinia rientra nell'ipotesi disciplinata dall’articolo 58 del Tuel che concede 20 giorni di tempo al sindaco eventualmente per ''ripensarci''. In realtà lo statuto del Comune di Tarquinia è ancora più specifico e fa decorrere i 20 giorni non dalla data di presentazione dalle dimissioni all’ufficio protocollo del Comune ma dalla presentazione delle stesse in consiglio comunale.

L’articolo 28 chiarisce infatti che ''le dimissioni del sindaco debbono essere presentate personalmente al protocollo dell’Ente e trasmesse, nello stesso giorno, al Presidente del Consiglio. Quest’ultimo ha l’obbligo di riunire il Consiglio entro i successivi dieci giorni. Le dimissioni, una volta trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione in Consiglio, diventano efficaci ed irrevocabili e danno luogo allo scioglimento del Consiglio con contestuale nomina di un Commissario''.

Qualora Mencarini, eletto a giugno del 2017, dovesse confermare le dimissioni, si andrebbe al voto anticipato nella primavera 2019.






Facebook Twitter Rss