ANNO 16 n° 271
Mega eolico Phobos: 'Breccia pericolosa a sistema di tutele'
Secondo il comitato Alfina Viva aprirebbe la strada a 50 turbine eoliche e 250 ettari di agrivoltaico nell'Alta Tuscia
Fabio
25/01/2026 - 02:42
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Il mega impianto eolico Phobos 'apre una breccia pericolosa nel sistema delle tutele costruito in decenni di legislazione'. Appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare l'imminente approvazione del documento che autorizzerebbe l'installazione di sette aerogeneratori da 200 metri di altezza che dovrebbe essere installato nei territori appartenenti all'Umbia. Ma l'iter intrapreso aprirebbe la strada ad altre richieste nella zona dell'Alta Tuscia, in particolare parliamo di territori ad elevata tutela ambientale e paesaggistica, come Civita di Bagnoregio e Bolsena.

l'impianto eolico del progetto Phobos prevede 7 aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno, dall'altezza di 200 metri, nei comuni di Castel Giorgio e orvieti, entrambi facenti parte della provincia di Orvieto. L'iter intrapreso dalla società proponente, però, aprirebbe una breccia nel muro delle tutele ambientali e paesaggistiche, che fino ad ora hanno protetto il territorio della Tuscia, ma a cui potrebbero appellarsi tutte le società che ambiscono a installare impianti anche in aree tutelate: il comitato Alfina Viva, che ha anche scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parla di richieste per 50 turbine eoliche e 250 ettari di impèianti agrivoltaici nell'Alta Tuscia.

'La transizione energetica è una necessità non negoziabile' scrive il comitato 'senza una pianificazione pubblica rigorosa delle aree realmente idonee ad ospitare gli impianti di produzione di energia rinnovabile, la transizione rischia di trasformarsi nel suo contrario: un'operazione industriale calata dall'alto, cieca rispetto ai luoghi, alle comunità e ai paesaggi che dovrebbe invece proteggere'.






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