

VITERBO - “Quella che stiamo vivendo è una crisi di sistema. L’idea che si è affermata è che per produrre ricchezza non serviva il lavoro. Invece, dobbiamo tornare a mettere al centro la produzione reale. Sviluppo sostenibile significa ripartire dal territorio, dall’ambiente, dal cibo”. Lo ha detto ieri Alessandro Mazzoli, candidato del Partito democratico alla Camera dei deputati, partecipando al dibattito organizzato dalla Coldiretti al consorzio agrario sulla Teverina. In mattinata Mazzoli ha incontrato i cittadini di Bolsena con Alessandra Terrosi (candidata alla Camera) e Daniela Boltrini (candidata alla Regione). Nel pomeriggio l’appuntamento con l’ordine dei commercialisti di Viterbo, quindi a Gallese e Capranica con Enrico Panunzi (candidato alla Regione).
“L’Italia o ritrova pienamente un suo spazio in Europa rialzando la schiena, oppure – ha continuato - le discussioni che facciamo porteranno poco lontano. La nuova programmazione 2014-2020 è fondamentale: la nostra critica al governo Monti già è stata esplicitata. Dobbiamo tornare a programmare mettendo in campo le nostre peculiarità: agricoltura, ambiente, paesaggio, cultura storia. Sono elementi di un sistema capace di produrre economia se si fanno lavorare insieme per un nuovo modello di sviluppo. Vogliamo un’economia sana, pulita, reale”.
I dieci punti di Cernobbio elaborati dalla Coldiretti sono per Mazzoli tutti condivisibili. “L’idea di rappresentare gli interessi delle aziende agricole riuscendo a concepire questo pezzo di Paese dentro il contesto nazionale con un’idea globale è – ha detto - un contributo fondamentale dell’associazione”.
Quindi, Mazzoli ha di nuovo ribadito l’importanza di ricreare la fiducia tra cittadini e politica. “La sobrietà, la moralità, la credibilità della politica sono - ha dichiarato - il tema da cui partire. La politica deve recuperare la capacità di includere e ricostruire un processo democratico per rimettere in moto l’economia. L’Italia non ha bisogno di uomini soli al comando, di salvatori. L’Italia ha bisogno di una coalizione seria con un programma di governo credibile”.
“Dobbiamo far crescere i redditi delle famiglie, perché il reddito – ha concluso - significa libertà. Dobbiamo sbloccare i pagamenti alle pubbliche amministrazioni, allentare il patto di stabilità che nega la possibilità di utilizzare risorse che ci sono, fare leva sul credito rimettendo in pista i consorzi Fidi per le imprese e facendo tornare gli istituti di crediti a sostenere gli investimenti di famiglie e imprenditore, cambiare rotta sui tagli alla scuola tornando a finanziare la ricerca e la formazione. Dobbiamo rovesciare il punto di vista del governo con un cambiamento politico e culturale di chi è alla guida del Paese per cui si torna a garnatire diritti, lavoro ed equità”.