

VITERBO - Giornata fitta di appuntamenti quella di ieri per Alessandro Mazzoli, candidato alla Camera dei deputati per il Partito democratico. Prima il mercato a Civita Castellana, poi l’iniziativa a Tarquinia di Nicola Zingaretti (candidato alla presidenza della Regione Lazio), quindi assemblea a Montalto di Castro con Alessandra Terrosi (candidata alla Camera) e i rappresentanti locali del Pd, Elisabetta Bronzetti e Fabio Valentini. Infine, iniziativa alla Bella Venere organizzata da Enrico Panunzi, il quale corre come consigliere regionale. Presenti anche Ugo Sposetti, candidato al Senato, e Enrico Gasbarra, segretario regionale del Pd insieme ad Andrea Egidi, suo omologo provinciale.
“La posta in gioco di queste elezioni è – ha detto Mazzoli - elevatissima. Stiamo vivendo una campagna elettorale particolarmente confusa. Ancora non si riesce ad afferrare l’oggetto vero del confronto: le condizioni reali del Paese. C’è stato il tentativo di deviare l’attenzione con proposte shock e annunci chimera. A generare confusione è pure che la politica ha perso di credibilità. Un problema che riguarda soprattutto l’Italia. Questa situazione aggrava la crisi economica e sociale perché non aiuta a trovare una risposta. Se si blocca il meccanismo dell’alternativa tra blocchi politici del Paese ne va del sistema democratico”.
“Non abbiamo fatto le primarie – ha continuato - solo perché scritte nello statuto. Le abbiamo scelte perché il percorso di costruzione di una proposta di governo è fondato sulla partecipazione popolare. Solo con un forte consenso del cittadino riusciremo a superare la crisi. Non siamo un Paese che si è impoverito e basta: in Italia una parte ristretta di italiani si è arricchita. Il decennio berlusconiano ha significato più tasse per tutti, crescita delle disuguaglianze, impoverimento e disoccupazione”.
La crisi economica morde ancora. “Abbiamo davanti – ha proseguito - un anno ancora molto difficile ma dobbiamo lavorare affinché sia l’ultimo. La prima condizione è cambiare rispetto agli ultimi dieci anni in cui ci hanno detto che l’Europa ci chiedeva solo tagli e sacrifici. Questo ce lo ha chiesto l’Europa del centrodestra. Chi oggi racconta che è possibile abbassare le tasse dice una bugia, chi vuole restituire i soldi parla di frottole. In Parlamento è stato votato il pareggio di bilancio in Costituzione. Quindi per diminuire le tasse deve prima aumentare il Pil”.
Infine, l’appello al voto e la critica al Movimento5Stelle. “Se il 26 di febbraio non sarà chiaro qual è la maggioranza in grado di governare questo Paese, l’Italia – ha spiegato Mazzoli - sarà in ginocchio perché ci mangeremo tutti i sacrifici fatti nell’ultimo anno e mezzo. Quando Grillo chiede i voti non lo fa per governare ma per sfasciare tutto, far crescere l’insofferenza della gente, rivotare tra qualche mese e vincere da solo. Ma a quel punto l’Italia sarà a terra”.
“L’unica possibilità che c’è per cambiare veramente è – ha concluso - affidarsi all’unico schieramento che ha fatto una proposta al Paese: il centrosinistra con Pd, Sel e socialisti. L’unico che ha proposto un progetto di governo è Pierluigi Bersani: più lavoro, più diritti, più equità. Solo con un programma più di sinistra si esce dalla crisi”.