ANNO 16 n° 271
Maxirissa la sera del trasporto della Macchina di S.Rosa, il processo
Sentiti alcuni testimoni del disordini avvenuti il 3 settembre del 2015
30/09/2021 - 09:37

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Il trasporto della Macchina di Santa Rosa del 2015 sarà da ricordare per gli episodi collaterali accaduti. In primis, il lancio di una ''bomba'' dopo la partenza, opera di un cittadino lettone residente a Viterbo, poi maxirisse scoppiate tra i presenti in piazza del Gesù ed in via della Sapienza.

Mentre il processo per il bombarolo, catturato dopo anni dal fatto, si è definito in Corte d’Assise d’Appello l’anno scorso con la condanna a 4 anni per possesso materiale esplodente, un altro è in corso.

Una specie di maxiprocesso perché alla sbarra sono ben diciotto imputati tutti accusati di rissa, lesioni e danneggiamento.

Dopo uno stop causa pandemia, il dibattimento iniziato a gennaio 2020 è proseguito davanti al giudice Colonnello del tribunale di Viterbo.

Le indagini della polizia confermarono quanto riferito da cittadino che l’allertò e precisamente la presenza di giovani avvinazzati che stavano scagliando oggetti verso altre persone che erano convenute pacificamente per assistere al passaggio della macchina. Scaturì una maxirissa nella quale alcuni riportarono lesioni, addirittura un cinquantenne riportò un taglio ad un orecchio frutto di una sediata e un altro una ferita ad una mano provocata da un morso.

Il teste ascoltato ieri, che assistette ai fatti dalla finestra, non è stato in grado riconoscere tra gli imputati, i responsabili dei fatti. Li ha descritti genericamente con la testa rasata, a torso nudo.

Il processo proseguirà nel prossimo febbraio per il compimento degli ultimi atti dibattimentali.

 

 






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