ANNO 16 n° 132
Maxi operazione della Guardia di Finanza a Viterbo: nel mirino frodi nel settore supermercati
Oltre 100 finanzieri impegnati nell’operazione “Carrello della spesa”: perquisizioni tra società, studi professionali e indagati per fatture false ed evasione fiscale
05/05/2026 - 11:30

VITERBO - Vasta operazione della Guardia di Finanza a Viterbo, dove dalle prime ore dell’alba oltre 100 militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sono impegnati nell’esecuzione di perquisizioni e sequestri nell’ambito dell’indagine denominata “Carrello della spesa”.

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo, riguarda un presunto sistema fraudolento nel settore della media distribuzione, in particolare nel comparto dei supermercati.

Nel dettaglio, le Fiamme Gialle stanno operando presso le sedi legali e operative di 8 società ritenute emittenti di fatture false, 6 società utilizzatrici di fatture per operazioni inesistenti e 14 studi professionali incaricati della gestione contabile e della trasmissione delle dichiarazioni fiscali. Le perquisizioni sono state estese anche ai domicili di 13 persone fisiche indagate a vario titolo, per un totale di 41 obiettivi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato individuato un articolato sistema di frode basato sull’utilizzo illecito di manodopera. In particolare, lavoratori formalmente assunti da alcune società sarebbero stati impiegati presso altre aziende, mascherando rapporti di lavoro subordinato attraverso contratti d’appalto e di rete ritenuti non genuini, in violazione della normativa vigente.

Parallelamente, il sistema prevedeva l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con conseguente evasione dell’IVA, delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assistenziali, arrecando un significativo danno alle casse dello Stato e all’INPS.

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’azione della Guardia di Finanza volta a contrastare le frodi fiscali e le forme di concorrenza sleale. Secondo gli inquirenti, infatti, tali pratiche consentono alle imprese coinvolte di abbattere artificialmente i costi, offrendo prezzi più bassi non grazie a una migliore organizzazione, ma attraverso meccanismi illeciti, con ripercussioni negative sia sul mercato sia sui diritti dei lavoratori, spesso privati di adeguate tutele e contributi.

L’indagine è tuttora in corso e, come previsto dalla legge, per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.






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