

VITERBO – Il leader della Lega Matteo Salvini ha querelato per diffamazione a mezzo stampa Emanuela Dei, attivista per i diritti degli omosessuali ed ex appartenente ad Arci Cultura Lesbica di Viterbo (ne uscì lo scorso marzo).
I fatti risalgono allo scorso settembre, quando il segretario nazionale del partito fu ospite nella Tuscia per alcuni incontri coi militanti, e nell’occasione, assistette anche al Trasporto della Macchina di Santa Rosa. La Dei, che spesso invia ai mass media note, considerazioni, recensioni cinematografiche eccetera (tutte molto pregevoli e interessanti, tra l'altro), scrisse un suo pensiero sulla visita di Salvini e sulla situazione politica in generale (erano i tempi in cui infuriavano le polemiche sui migranti). Alcuni mezzi di comunicazione la ricevettero e pubblicarono.
Oggi si viene a sapere che quell’articolo deve essere stato giudicato ‘’diffamatorio’’ da Salvini, che attraverso la sua segreteria ha dato mandato di querelare la Dei. Alla quale nei giorni scorsi è stato notificato l’atto, dalla Procura di Viterbo, con tutta la seguente burocrazia (elezione di domicilio, ecc.). Anche alcuni giornali che diffusero in quei giorni la nota sono stati a loro volta querelati.
Come al solito, sarà il giudice a fare chiarezza. Certo stupisce che un leader di partito, per di più nazionale, per di più sempre al centro dell’attenzione mediatica, si sia abbassato a denunciare un’attivista di provincia, ma tant’è, tutto ciò rientra nei suoi diritti garantiti dalla costituzione. Anche per chi, appena qualche giorno fa, aveva dichiarato, in seguito al presunto coinvolgimento di un amministratore leghista in un’inchiesta, che ''la magistratura italiana fa schifo’’.