

VITERBO – Sei anni di reclusione e 2mila euro: è la condanna inflitta ieri dal tribunale di Viterbo a due uomini che, la notte del 14 maggio 20006, a Vetralla, brutalizzarono un muratore romeno, causandogli lesioni guaribili in quasi due mesi. L’accusa, rappresentata dal Pm Fabrizio Tucci aveva chiesto una pena ancora più pesante: sette anni di carcere e 4mila euro di multa. Gli imputati erano accusati di sequestro di persona, lesioni aggravate, rapina aggravata, tentata violenza privata, estorsione, unico reato per il quale sono stati assolti.
Ubriachi, i due uomini costrinsero con la violenza la vittima a seguirli nella loro abitazione a Vetralla. Una volta dentro lo picchiarono a sangue, tentarono di violentarlo, gli rubarono il denaro che aveva nel portafogli e gli tagliarono i capelli a zero con un rasoio elettrico. Dopo alcune ore di sevizie lo scaraventarono in strada, sanguinante, pieno di ecchimosi, con il setto nasale e le mani fratturate, minacciandolo di morte qualora avesse denunciato l’aggressione alle forze dell’ordine.
Il muratore riuscì a chiamare la moglie in Romania e a raccontargli l’accaduto. Quest’ultima avvisò la sorella del marito, residente a Vetralla, che lo raggiunse e dette l’allarme al 118 e ai carabinieri. Poco dopo, i carabinieri arrestarono i due aggressori e perquisirono la loro casa, trovando evidenti tracce del pestaggio e i soldi rapinati alla vittima: 110 euro. In manette finirono anche due ragazze che erano con loro, una delle quali, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. La prima aveva già patteggiato la pena.