

VITERBO – Balza di nuovo agli onori della cronaca, questa volta, però, con l’accusa di furto aggravato continuato. Stiamo parlando di Mariola Michta, la 36enne di origine polacca coinvolta nell’indagine sull’omicidio di Marcella Rizzello, la giovane mamma barbaramente uccisa con una trentina di coltellate nella camera a letto della sua villetta in via dei Latini, a Civita Castellana il 3 febbraio 2010. I carabinieri della Stazione di Fabrica di Roma, l’hanno infatti arrestata per furto.
I carabinieri, ricevuta una denuncia di furto in abitazione da un cittadino di Fabrica di Roma, dalle informazioni acquisite durante la redazione dell’atto, hanno ottenuto elementi tali da far emergere a carico della donna polacca forti sospetti come autrice del fatto.
Hanno allora perquisito l’abitazione dove la Michta dimora e hanno trobayo non solo la refurtiva elencata nella denuncia, ma anche altri oggetti di dubbia provenienza. Il denunciante, però, nel riconoscere ciò che gli era stato sottratto, con stupore si è reso conto che anche gli altri oggetti provenivano da casa sua. La donna, quindi, mentre la vittima era in caserma per la denuncia, era ritornata nell’abitazione portando via la restante refurtiva.
Con queste fonti di prova la donna è stata quindi dichiarata in arresto e, dopo aver passato la notte nelle camere di sicurezza della caserma, al termine della convalida dell’arresto, è stata rimessa in libertà.
La refurtiva invece è stata riconsegnata al legittimo proprietario.