

VITERBO - (roc) ‘’Se chi mi sostiene avrà forza e credibilità io sarò sindaco, altrimenti andremo all’opposizione. Io sto facendo una ‘non campagna elettorale’. Sto fermo’’.
Doveva essere un incontro per parlare di cultura e per presentare le nuove leve del Pdl, in particolare Paolo Manganiello e Valeria Monacelli, ma a fare clamore ieri sera al Teatrotenda sono state alcune delle affermazioni del sindaco uscente.
La data per votare si avvicina, i toni si fanno più accesi e forse anche Marini vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
‘’Ho chiesto a Manganiello, a Monacelli e ad altri – ha attaccato il sindaco – di essere disponibili per un progetto comune. Loro sono indipendenti, non sono del Pdl, ma hanno passioni e competenze che di certo darebbero un contributo alla crescita della città. La loro risposta è stata positiva e sono orgoglioso di aver allargato il nostro orizzonte al di là dell’ambito politico. L’ho fatto per aprire il partito a nuove esperienze ma anche perché in questa città c’è un gran bisogno sprigionare nuove energie e formare una nuova classe dirigente’’.
‘’Nel 2008 – si sfoga poi Marini – ho avuto circa il 62 per cento dei consensi, un grande successo. Ma dal giorno dopo ho dovuto lottare contro il 38 per cento delle opposizioni e contro il nostro 62 per cento. Memore di questa esperienza, ho iniziato ad allargare lo sguardo. Abbiamo fatto quattro liste, ne potevamo fare otto, ma in questo modo ho voluto tutta gente che ha voglia ed entusiasmo per andare fino in fondo per cinque anni. Ecco perché, per quanto mi riguarda, sto fermo e non faccio campagna elettorale. Lo faccio per dignità, perché sono il sindaco di tutta la città, ma anche perché se stavolta quelli che hanno aderito al progetto avranno la forza per sostenermi farò il sindaco, se non avranno la forza staremo all’opposizione. Posso però portare qualche numero, la cosa che mi riesce meglio: cinque anni fa il Comune di Viterbo rischiava il fallimento a causa delle partecipate, oggi il bilancio è uno dei migliori d’Italia, cosa che ci riconoscono anche gli organi di controllo’’.
Una previsione però il sindaco si sente di farla: ‘’Andremo al ballottaggio, e lo voglio dire con una battuta: da una parte ci sarà Marini, dall’altra il trio Gigli-Fioroni Sposetti. Se andremo all’opposizione cercheremo di far crescere il nostri giovani come Paolo Manganiello e Valeria Monacelli’’.
Poi svela un aneddoto: ‘’Una volta dissi in famiglia che avrei rischiato di essere dimissionato quando avrei messo le mani su Valle Faul. Lo dissi essendo pienamente cosciente che esiste in città un blocco di potere economico e di pressione capace anche di condizionare alcune scelte. Ricordo che la crisi di fine estate in Comune e le mie dimissioni di settembre sono coincise proprio con i progetti a Valle Faul. Oggi posso dire che quel blocco è stato rimosso e che i viterbesi potranno veder realizzati quei progetti in quell’area. Sia che Marini venga confermato sindaco, sia che vada all’opposizione’’.
Ma c’è ancora un sassolino. Si chiama Filippo Rossi, anche se non viene mai nominato per nome e cognome.
‘’Vado avanti per la mia strada – la prende larga Marini – anche se vengo insultato e sbeffeggiato da chi probabilmente non merita più neanche il mio saluto’’.
Dal piazzale del Teatrotenda si affaccia Andrea Baffo, Marini lo saluta e continua: ‘’Piazza del Gesù – racconta – può sopportare automezzi che pesano al massimo 35 quintali. Una mattina passa un camion che di quintali ne pesava 185 e apre una voragine. Arrivo sul posto immediatamente, erano le 8, e chiesi subito se qualcuno aveva preso la targa e le generalità del conducente. Cosa che nessuno fece. Meno male che in quella piazza un certo Giulio Marini mise una telecamera, con la quale siamo risaliti a tutto, avendo per giunta le prove dell’infrazione. Abbiamo quindi già avviato tutte le procedure amministrative che ci consentiranno di recuperare le somme da chi ha arrecato il danno, senza dover incidere sulle tasche dei cittadini. Certo che c’è una voragine, si vede anche senza palloncini. Ma quella telecamera, detto per inciso, ha ripreso anche chi è entrato nel cantiere dove è vietato entrare, perché lì c’è un cantiere ben visibile’’.
‘’E’ inutile – chiosa Marini – dire ossessivamente che si vuole fare cultura se le cose neanche si sanno’’.
Poi la stoccata finale: ‘’Consegnare la città a questi? Meglio darla a Gigli-Fioroni-Sposetti’’.
Benvenuti nella non-campagna-elettorale.