ANNO 16 n° 273
''Marini era invitato,
fa solo polemica''
Il coordinatore di FI Giovanni Arena replica alle accuse dell'ex sindaco
07/12/2015 - 18:48

di Eleonora Celestini

VITERBO – ''Non ci vedo niente di nuovo in quello che dice Giulio Marini, da tempo fa una polemica dovuta non so a cosa dato che anche io come lui sono un militante di Forza Italia da più di vent'anni''. Risponde così il coordinatore comunale viterbese di FI, Giovanni Maria Arena, alle accuse lanciate su Viterbonews24 dall’ex sindaco Giulio Marini a seguito della riunione di corrente battistoniana con l’eurodeputato Antonio Tajani svoltasi sabato scorso in Provincia. ''Mi piacerebbe che si potesse stare tutti insieme in serenità e armonia – aggiunge -, ma evidentemente non ci si riesce per cause indirette. Forse ce l'hanno con Arena perché Antonio Tajani ha chiesto ad Arena di assumere questo ruolo di coordinatore del partito viterbese e io ho accettato. Mi auguro però che si tratti di un periodo il più breve possibile, perché a me del ruolo non interessa nulla, io con umiltà reputo di essere lo stesso militante di Forza Italia di sempre, e spero presto di poter lasciare questo incarico per dedicarmi a qualcosa di più concreto e utile per la città di Viterbo''. Le aspirazioni di Giovanni Arena per la carica di primo cittadino del capoluogo, del resto, non sono un mistero. Ma di tempo da qui al 2018 ce n'è ancora molto. Nel frattempo c’è un partito da ricostruire, e farlo non sarà facile.

Perché Giulio Marini non è stato invitato alla riunione con Tajani?

Sono andato a controllare sul telefono, il messaggio gliel’ho spedito il 30 novembre, iniziava con ‘’Caro Giulio’’. Forse di questa cosa lui lo aveva saputo prima che fosse ufficiale, perché se ne parlava da un po’, ma Tajani ci ha confermato la sua presenza solo il 29 novembre e io ho mandato gli inviti il 30. L’ho spedito a lui come a tutti gli altri.

Quindi nessuna preclusione.

Affatto. Nulla contro di lui né contro Claudio Ubertini.

Marini però dice che lei ha risposto piccato ad una richiesta di confronto da parte dell’ex sindaco.

Questo è vero. La mia risposta seccata non era però rivolta alle idee, ai programmi o alle sue proposte, ma al fatto che Marini continua a dire che io non sarei legittimato in quanto nominato. Forse dimentica che anche lui è stato più volte nominato, e che quando è stato coordinatore lui abbiamo perso le elezioni in diversi comuni della provincia, Viterbo compreso. Cose che capitano, per carità, ma non vedo perché la sua posizione passata dovrebbe essere diversa dalla mia attuale. Ricopro questo incarico come prima di me ha fatto lui e se posso fare qualcosa di utile per il partito bene venga. Io sono a disposizione di Forza Italia, lo sono sempre stato e questo Giulio lo sa. Posso dire un’altra cosa?

Prego.

Marini sa benissimo che quando parla di congressi non deve rivolgersi a me ma al coordinatore regionale Claudio Fazzone. Da cui tutti al riguardo attendiamo una risposta. Io sono a favore dei passaggi congressuali, su questo tema con me Marini sfonda una porta aperta.

Secondo lei i congressi si terranno, dunque?

Credo di sì, ma l’orientamento è quello di rimandarli a dopo le elezioni amministrative e di farli tenere prima nei posti dove c’è unità e non ci sono divisioni e spaccature. Perché se devono rappresentare solo una resa dei conti, allora secondo me i tempi si allungheranno ancora. Il congresso non può rappresentare una mera conta delle tessere.

Però un luogo d’incontro e di dibattito sarà pur necessario, no?

Certo. Infatti sto organizzando una conferenza programmatica per incontrare gli iscritti. A breve la convocheremo. Quello sarà il momento del confronto, non è che per avviare la discussione devi per forza parlare solo in sede di congresso.

Che ne pensa lei dell’incontro tra Tajani e Fioroni?

Non ci vedo nulla di scandaloso nel dialogo e nell’apertura, se questo può giovare al territorio. Non vorrei sembrare polemico, ma mi pare che anche lo stesso Marini all’inizio della consigliatura di Leonardo Michelini in Comune abbia tenuto un atteggiamento di ampia disponibilità e apertura e si sia speso per un dialogo propositivo. Poi dopo ha mitigato questa posizione. Tajanoi è andato ad altri incontri del Pd, ha partecipato anche alle feste dell’Unità, perciò dove sta lo scandalo? Non vorrei passare da ingenuo, ma per me non c’è per forza da cercarci il male. La politica è fatta anche di compromessi: se c’è un dialogo che può giovare ai territori e ai cittadini, se tutto viene fatto nell’interesse della comunità, perché no?

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