

Maria Sandra Mariani, la turista tenuta in ostaggio 14 mesi nel deserto del Sahara da rapitori di Al Qaeda del Maghreb islamico (Aqmi) e liberata ieri, è in Italia. La 53enne toscana è arrivata intorno alle 8.10 all'aeroporto militare di Ciampino con un volo proveniente dal Burkina Faso.
L'arrivo è avvenuto in forma strettamente riservata e con massimo riserbo e l'area di atterraggio è rimasta off limits per giornalisti e riprese televisive. Il corteo delle auto ha lasciato la zona del 31° Stormo dell'Aeronautica militare e Ciampino alle 8,54. Le auto sono transitate velocemente davanti alla schiera di giornalisti e operatori tenuti lontano dall'area militare e che si sono piazzati all'uscita dell'area portuale per poter riprendere le immagini: dal finestrino dell'auto scura dov'era la Mariani, si è potuta scorgere la donna solo per un attimo, con gli occhiali sul volto.
Mariani in Procura e alla Farnesina. Maria Sandra Mariani, apparsa molto dimagrita, appena scesa dal Falcon che l'ha riportata in Italia, ha abbracciato, in un clima di grande commozione, tre suoi familiari giunti allo scalo romano ad accoglierla. La turista toscana è arrivata in Procura di Roma per incontrare il pm Scavo.
Maria Sandra Mariani: ora sono in paradiso. «Ora sono in paradiso, sono finalmente libera. Vi ho pensato tanto e vi abbraccio tutti. Sto bene. Domani mattina sono in Italia, a Roma»: erano state queste, ieri, le prime parole di Maria Sandra Mariani dette al telefono ai genitori Lido e Fiammetta e alla sorella Mariangela. «Sono libera e con me ci sono italiani, non vi preoccupate più» ha detto inframezzando le sue parole con singhiozzi di pianto. Maria Sandra ha anche chiesto del figlio Alessio, che sta raggiungendo i nonni dal luogo in cui lavora.
Il figlio: ho tremato per l'emozione. «Ci ho messo tante ore per arrivare a casa da Pisa dove lavoro, mi sono fermato molte volte per rispondere al telefono, ho pianto, mi tremavano le gambe e non riuscivo a guidare l'auto» aveva detto ieri Alessio Midollini, il figlio 35enne di Maria Sandra. Alessio si è informato della telefonata della madre e poi si è ritirato in casa. Probabilmente mercoledì mattina sarà a Roma per accogliere la madre all'aeroporto.
Il padre: mia figlia incantata dal deserto. «Mia figlia è stata tante volte in Africa perché mi diceva che i deserti la incantano e sono bellissimi - dice il padre di Maria Sandra - Mi diceva 'babbo, sembra di toccare le stelle, sembrano ad un metro da terra', e io non me la sentivo di contrastare questa passione. Credo però che ora abbia visto bene i deserti - ironizza - e spero che non vada più in luoghi rischiosi».
La madre: troppo rischioso andare in certe zone. «Maria Sandra - ha detto la madre - ci diceva che in Algeria era colpita dalla semplicità e dalla povertà delle popolazioni del deserto, in particolare dei bambini, cui nei suoi viaggi portava doni, tipo vestiti e giochi che facevano la loro felicità. Ma ritengo comunque che sia stato troppo rischioso avventurarsi in zone non sicure come quelle. Io ero la più contraria a tutti a questi viaggi».
Lo zio Marcello il primo in famiglia a sapere della liberazione. Le prime informazioni, ancora incomplete e incerte, sulla liberazione di Maria Sandra sono state apprese tra i parenti dallo zio Marcello che casualmente stava scorrendo i canali della tv prima delle 17. Marcello Mariani ha subito avvisato sul cellulare il fratello Lido, padre di Maria Sandra, che si trovava a Firenze a seguire le corse dei cavalli all'ippodromo Visarno. «Ho lasciato subito l'ippodromo - ha raccontato Lido Mariani - e sono andato a prendere l'auto per tornare subito a casa, a San Casciano. Ma raggiunta Porta Romana pensavo di non farcela. Mi sono sentito davvero male. Ho avuto un giramento di testa che non ho mai avuto prima».
Lido Mariani ha avuto problemi di salute importanti, anche di recente e temeva di non reggere l'emozione. Tuttavia, ha ancora raccontato ai familiari, «sono riuscito a correre a casa e a prendere contatti con la Farnesina». In tempo per ricevere la telefonata decisiva con cui gli comunicavano l'avvenuta liberazione della figlia.
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