ANNO 16 n° 273
Maria Pia Rossini racconta l'ultima mostra a Viterbo: la pittrice tra insegnamento, creatività e arte
'Vorrei lanciare un messaggio: innamoratevi del bello!'
Elsa
07/07/2024 - 05:24
di Elsa Berardi

CIVITA CASTELLANA - L’amore per il benessere, l’infinità e la qualità dell’arte, nonché l’esplorazione delle proprie percezioni, si collegano nel messaggio circolare di Maria Pia Rossini: la rinomata pittrice, formatasi al liceo artistico di Civita Castellana, ha scelto di intraprendere una formazione universitaria finalizzata all’insegnamento, volendo restituire ai ragazzi occhi limpidi per guardare il bello.

È stata proprio questa la strada e la missione per lei più entusiasmante: dedita alla sua “Galleria del Tiratore”, in via Don Giovanni Minzoni, l’artista ha ammesso che “trasmettere la passione è stata veramente una grande soddisfazione”. Terminato il suo insegnamento alla scuola media “XXV Aprile”, la Rossini si può dire appagata per il suo percorso.

Con esposizioni in molte città italiane, tra cui Roma, Firenze, Bologna e Milano, la pittrice ricorda con trasporto anche una sua mostra personale a Parigi, prova della forza di un talento della Tuscia che lascia un’intensa impronta ovunque si dirige. Anche nelle nostre località, però, la cifra del suo estro individuale è conosciuta e apprezzata: dal 1° al 5 dello scorso maggio, durante San Pellegrino in Fiore, si è tenuta un’esposizione di tele firmate Rossini, un’iniziativa a cui ha presenziato la sindaca Frontini. Quest’iniziativa viterbese ha rappresentato un motivo di gioia per l’artista, capace di lasciarsi pervadere dalle emozioni positive e di raccontarle con un entusiasmo inconfondibile.

“Avevo affittato una bella dimora antica, con delle pareti tufacee, dove i miei quadri e soprattutto le tele grandi con i miei colori - ha raccontato la Rossini - erano ben disposte e facevano il loro effetto”. La meravigliosa location nel centro storico del capoluogo è stata la cornice di un’arte tanto sincera, che sa donare pace e armonia ai suoi osservatori. Alla mostra c’è stata una grande affluenza, segno di una pittura che è intreccio di più stilemi, multiforme e variegata nel suo ascoltare e catturare.

Maria Pia Rossini è inoltre assai nota a Viterbo, essendo per lei quello con San Pellegrino in Fiore un appuntamento fisso. “Dall’ultimo San Pellegrino – ha spiegato l’artista – sono passati 5 anni, perché è stato chiuso per Covid per parecchio tempo e questo è stato il primo anno in cui è stato riaperto. Ho avuto un buon riscontro anche di pubblico, di vendite, è andato molto bene: i miei lavori sono apprezzati, le mie tele sono sempre sul tema del paesaggio e dell’emozione, quella che io provo quando vedo qualcosa di bello, di naturalisticamente di effetto. Lo riporto sulla tela e lo trasmetto a chi lo guarda, sia con la prospettiva che con i colori, con le composizioni, con i contrasti, come nelle ninfee”.

C’è però un elemento che ricalca e descrive le nostre origini ad affacciarsi alle opere: “Ci sono anche le nostre campagne, che sono molto belle”, ha dichiarato l’artista, un’anima innamorata dei mille scenari naturali che deliziano e affascinano l’umanità.

Lo stile della docente e pittrice fonde l’impressionismo con l’espressionismo: “va sempre di più verso l’astratto. Cerco sempre quest’emozione, questa luce. Io ho un’opinione – ha fatto presente l’artista – è importante lavorare con gioia, dipingere con voglia, con passione, con l’emozione e riportarla sulla tela. Se ci si riesce e la si fa capire a chi sta guardando, è già un risultato”.

L’arte è per Maria Pia Rossini connessione con le origini, con il territorio, con la natura e con un travolgente cammino introspettivo, che mai può cedere alla negatività. Apprestarsi a dipingere con sentimenti che irradiano il cuore è la ricetta segreta della sua creatività: nelle altre esperienze di insegnamento, a Bagnoregio, Sutri, Capranica e Vejano, la sua dedizione ha conquistato lo spirito risoluto degli allievi.

Tra disagio giovanile e momenti di sconforto, lo spiraglio di una pura luce può smorzare le difficoltà? Lavorare e creare con gioia “è stato il filo conduttore del mio insegnamento, soprattutto facendo anche uscite sul territorio e lezioni all’aria aperta”.

Nel caso di Civita Castellana, “abbiamo dei paesaggi meravigliosi, basta andare all’Orto di Miretto e vedere il paesaggio che c’è, con il Soratte sullo sfondo… Sono palcoscenici naturali – questa l’elegante espressione utilizzata dalla docente – e poi ho portato i ragazzi a disegnare e riportare i monumenti, le grandi e importanti costruzioni che abbiamo, come il Forte Sangallo e il Duomo dei Cosmati. Ho avuto tanta soddisfazione dalla scuola, anche dai ragazzi meno esperti”.

Fedele alla linea operativa che vede prima la disposizione del disegno e poi l’impostazione dell’impianto cromatico, l’artista ha sottolineato quanto sia fondamentale relazionarsi con i grandi dell’arte, con la bellezza che rimane: ha definito con le due parole “luce cromatica” l’abbraccio tra la sua carriera e le sue sensazioni.

“Tanto colore, tanta luce: spero che questi siano i quadri e le mie tele che le persone vengono a vedere e vedono nelle mostre. Vorrei lanciare un messaggio: innamoratevi del bello! Non fermatevi – ha ricordato la pittrice – alle cose brutte che vediamo, che sentiamo, con i social, con la TV… Innamoratevi del bello, perché il bello è in tanti posti, anche nella bellezza che ci circonda e di cui tante volte non ci rendiamo conto. Queste sono le emozioni del bello, perché le cose belle restano: il grande scrittore, la grande poesia, la grande musica e la grande arte restano, tutte le altre cose passano”. Parole che trasudano nient’altro che consapevolezza delle ricchezze immateriali e culturali.

Maria Pia Rossini sarà presente anche, in quanto socia fondatrice, alla rassegna civitonica “Portale d’arte”, insieme a scultori, altri pittori e ceramisti. Esporranno insieme a lei, tra i diversi nomi, Franco Giorgi, Fausto Mancini, Dino Dominicis, Beniamino Molon, Massimo Ricci e Giuseppe Fidaleo.

Un’artista civitonica che desidera e riesce a sorprendersi, ricongiungendosi con il richiamo del bello: questa è Maria Pia Rossini, nelle sfumature dei suoi obiettivi e delle sue creazioni.

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