ANNO 16 n° 274
Maria Grazia Pompei, Lav Viterbo: “Contro i cinghiali proposti sistemi cruenti ed inefficaci”
Dura presa di posizione contro le proposte “anti cinghiale” discusse nell'ultimo consiglio comunale
Gabriele
19/10/2023 - 07:36
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – Il consiglio comunale straordinario di martedì, sul tema cinghiali, ha delineato delle strade che percorrerà l'amministrazione per tamponare l'emergenza. Abbiamo raggiunto Maria Grazia Pompei, responsabile della sede Lav di Viterbo, per conoscere le idee dell'associazione sulla possibile soluzione del “problema cinghiali” e per raccogliere le reazioni al dibattito avvenuto a palazzo dei Priori. Per chi non la conoscesse, la Lav ( Lega Anti Vivisezione ) è un'associazione ambientalista italiana concentrata sulla salvaguardia della vita e dei diritti degli animali.

Ha partecipato al consiglio comunale straordinario sul tema cinghiali, che idea si è fatta sul dibattito avvenuto in sala consiliare?

E' stato faticoso. Ho ascoltato tanta violenza nelle parole di quasi tutti i consiglieri. Soprattutto l'intervento di Andrea Micci. Si era iniziata la discussione con analisi morbide, per poi finire sull''unica soluzione dell'abbattimento dei cinghiali. Ho trovato bruttissimo il proporre di armare e preparare la polizia locale per la caccia.

Dal consiglio sono giunte come soluzioni caccia e installazione di gabbie. Concorda con queste proposte?

Non hanno senso. La Lav, ma anche tutte le altre associazioni animaliste, sono contrarie all'abbattimento di qualsiasi animale. Anche se selettivo, visto che è previsto da anni e non ha portato a nessun risultato. Dove hanno messo in atto catture e selezione non sono arrivati risultati positivi, l'esempio è Barcellona. Basta leggere diversi studi fatti da università per capire che l'uccisione delle esemplari femmina produce nel tempo un maggior numero di nascite e di conseguenza peggiora la situazione. E poi da come si sta trattando il tema, sembra che a Viterbo ci siano più cinghiali che persone. Ho sentito dei numeri in consiglio, tirati la, senza citare fonti e studi. 3500 cinghiali nell'Arcionello mi pare assurdo. Mi riservo di fare indagini più approfondite.

Per quanto riguarda la proposta di modificare i confini del parco dell'arcionello?

L'arcionello è l'unico polmone verde di Viterbo. La provincia ci ha invitato ad un tavolo per la progettazione del parco e per la creazione di sentieri e aree per le escursioni didattiche. Stiamo lavorando anche sul recupero delle ex “Cave Anselmi”. L'obbiettivo dovrebbe essere quello di sfruttarlo come area naturale e non allontanarlo.

Secondo Lei perché in tutta Italia siamo alle prese con il sovrannumero dei cinghiali e il loro accesso nelle aree urbane?

La vera artefice dell'aumento consistente dei cinghiali è la caccia. Nel passato per aumentare gli esemplari da cacciare sono stati inseriti nei boschi italiani, dalle stesse amministrazioni che oggi vogliono utilizzare l'abbattimento per ridurre il numero, delle razze di cinghiali più grandi e resistenti. Inoltre i lupi, che sono i loro cacciatori naturali, sono stati estirpati dai nostri boschi, perché dannosi per gli allevamenti. Come se ogni problema dell'ecosistema si possa risolvere con gli abbattimenti. Per quanto riguarda l'avvicinamento dei cinghiali ai centri urbani la colpa è della facilità con cui gli animali trovano cibo nella spazzatura.

L'iter per l'abbattimento dei cinghiali è stato facilitato dalla regione Lazio per contrastare la “Peste Suina Africana'. Lei nutre paura per il propagarsi del virus?

La peste suina è solo un problema economico. Non attacca l'uomo, ed è un pericolo per gli allevamenti intensivi.

A questo punto visto che le soluzioni proposte non sono accettate dalla Lav, come si può porre rimedio alla situazione?

Basterebbe più pulizia delle strade e attenzione alla collocazione dei rifiuti. Senza cibo i cinghiali non verrebbero in città. Sono anche in sperimentazione dei farmaci, come il Gonacon, che permetteranno la sospensione della fertilità nelle esemplari femmina per sei anni.






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