ANNO 16 n° 273
Maresciallo muore carbonizzato: aperta inchiesta, indagano i carabinieri
30/01/2013 - 04:00

VITERBO – Per fare luce sulla morte di Carmine Ventrone la procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, affidando il fascicolo ai carabinieri del Comando di via de Lellis.

Tutt’altro che chiara è infatti la dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alla mezzanotte tra lunedì e martedì, in cui il maresciallo dell’Aeronautica, ha perso la vita.

Ventrone stava percorrendo la statale Umbro-Laziale in direzione Viterbo quando, all’altezza dell’uscita per Orte, la Lancia Y alimentata a Gpl di cui era alla guida, è esplosa. Da accertare, però, rimane la dinamica: il sospetto è infatti che la deflagrazione del mezzo sia stata provocata dall’entrata in collisione della vettura con il guard-rail. Non è escluso, infatti, che il maresciallo dell’Arma azzurra abbia perso il controllo dell’auto dopo essere stato colto da malore. Queste le due ipotesi su cui, dopo aver svolto accurati in loco, stanno lavorando i militari.

Gli stessi che, insieme ai vigili del fuoco, lo hanno trovato carbonizzato, riverso sul sedile di guida all’interno della sua Lancia; ridotta ad un ammasso ferroso dopo l’esplosione del serbatoio Gpl, trovato a qualche metro di distanza.

Ventrone, 49 anni residente a Bomarzo, sposato e padre di due figli (maschio e femmina) in età liceale, era un appassionato di tennis da tavolo e giocatore federale. Nel 2008 si era aggiudicato il terzo posto al secondo torneo nazionale Aeronautica.

La figlia, in ricordo del papà, ha realizzato un fotomontaggio che ha pubblicato sul suo profilo Facebook con immagini che li ritraggono insieme. Al centro del fotomontaggio la scritta ''Ti voglio bene''. Un'amica del social commenta: ''E lui ne vuole a te''. 

La salma dell'uomo, adesso, è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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