ANNO 16 n° 275
Marco Scataglini fotografa la Tuscia
Dal 7 al 15 maggio a Ronciglione l'esposizione dei suoi lavori
12/04/2016 - 11:24

RONCIGLIONE - Per il suo progetto ''Luoghi senza Tempo (Timeless-Scapes)'', già presentato in anteprima presso l’Icult di Viterbo e a Palazzo Orsini di Bomarzo, il fotografo Marco Scataglini, che vive e lavora a Tuscania, utilizza l’antica tecnica del foro stenopeico. In pratica, invece di un obiettivo a lenti, si realizza la foto grazie a un piccolo forellino (Stenos opaios in greco significa piccolo foro, da cui il nome della tecnica). In particolare, per alcune immagini, il fotografo sta facendo ricorso alla tecnica della Solargraphy.

''Il progetto Timeless-Scapes - spiega Scataglini - intende esplorare quella terra sconosciuta che è il tempo, che nella Tuscia ha trovato una casa particolarmente confortevole, rimanendo così abbarbicato ai paesaggi, ai ruderi, alle testimonianze del passato. Per riprendere però questa unione tra luogo e tempo, avevo bisogno di rallentare, e molto, per questo ho scelto il foro stenopeico''.

In questo genere di fotografia, infatti, i tempi di scatto si dilatano, raggiungendo anche la mezz’ora o più. ''Ma volevo fare qualcosa di ancora più profondo - aggiunge Scataglini - così ho pensato che la tecnica della Solargraphy, spesso utilizzata come curiosità o come gioco fotografico, se non addirittura come tecnica di studio delle variazioni climatiche, potesse davvero fare al caso mio''. 

La tecnica consiste nel collocare delle fotocamere stenopeiche, realizzate con semplici lattine (quelle delle bibite o quelle dei prodotti alimentari) in modo che siano orientate a sud, direttamente verso il sole.

''La cosa difficile - sostiene il fotografo - è trovare un supporto su cui fissare la lattina, facendo in modo che davanti ci sia almeno un po’ di paesaggio, come un rudere o un albero, e che sullo sfondo sia inquadrata la parte di cielo in cui il sole passa durante il suo tragitto diurno. Ho piazzato decine di fotocamere solari nei boschi e nelle campagne della Tuscia, ma solo poche restituiscono immagini interessanti, anche perché spesso il maltempo, o qualche animale, o anche qualche vandalo, vanifica tutto il lavoro''.

Il risultato, però, quando si ha successo, è molto spettacolare. E’ possibile infatti vedere la traccia solare, più o meno ampia a seconda della durata dell’esposizione (che va da un minimo di 20 giorni a tre mesi e oltre), e intravvedere, con un particolare ''effetto notte'', i dettagli generali del paesaggio.

''Ciò che mi affascina di più di questa tecnica - conclude Scataglini - è l’idea che queste fotocamere rimangano sul campo per così tanto tempo, esposte alla pioggia e al gelo, o al calore del sole, e che catturino nel frattempo, fissandolo sulla pellicola tutto ciò che capita loro davanti. Noi non possiamo vederlo, perché l’effetto è quello di una sorta di nuvola soffusa intorno alle parti immobili del soggetto, ma sappiamo che in quella nuvola ci sono animali e persone che sono passate, foglie che cadono o che spuntano, voli di uccelli e insetti. insomma, si tratta di una vera e propria trappola per il tempo''. 

I primi risultati di questo lungo e complesso lavoro verranno esposti dal 7 al 15 maggio presso la galleria Iterland, a Ronciglione. Inaugurazione con conferenza dell’autore su ''Lo Sguardo Ingannato'' alle ore 17 del 7 maggio.

 






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