ANNO 16 n° 239
Manomessa la chiusa del Rio Vicano, due persone denunciate
L’intervento dei Carabinieri Forestali a Ronciglione dopo una segnalazione: accertata una fuoriuscita non controllata dell’acqua dal bacino del Lago di Vico
27/08/2026 - 10:15

RONCIGLIONE - Nei giorni scorsi, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Caprarola, nell’ambito dei servizi finalizzati alla tutela del territorio e a seguito di segnalazione, sono intervenuti in località “Abboccatore” nel comune di Ronciglione, per verificare lo sbarramento idraulico nel fosso Rio Vicano.

I militari hanno accertato la manomissione di un manufatto idraulico di sbarramento (chiusa), posto in area demaniale, emissario del bacino lacustre. Tale condotta aveva provocato una fuoriuscita non controllata del flusso idrico. I Carabinieri Forestali, intervenuti prontamente, hanno attivato le indagini che si sono concluse con l'identificazione dei responsabili, i quali sono stati deferiti in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria di Viterbo per il reato di cui all’art. 632 del Codice Penale (Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi).

Il Lago di Vico è un ecosistema di origine vulcanica di alto valore naturalistico, protetto come Riserva Naturale, il cui equilibrio idrologico ed ecologico, regolato dallo sbarramento oggetto di verifica, è vitale per la biodiversità locale. La gestione del suo emissario, nello specifico l'infrastruttura pubblica sul Rio Vicano, deve pertanto avvenire con estremo rigore e precisione: tale manufatto è infatti essenziale per regolare il deflusso delle acque, garantendo la salute dell'habitat fluviale a valle e la corretta distribuzione della risorsa idrica a monte e a valle.

I presunti responsabili del reato, in caso di condanna rischiano la pena della reclusione fino a tre anni e la multa fino a euro 206 (art. 632 c.p.).

L’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri ribadisce che la tutela del Lago di Vico e del suo patrimonio idrico è una priorità assoluta. Si ricorda che qualsiasi intervento sulle infrastrutture di regolazione idraulica deve essere esclusivamente effettuato dagli enti preposti e previa autorizzazione. Le attività di vigilanza sul territorio proseguiranno con la massima intensità per prevenire ulteriori azioni illecite che potenzialmente possono minacciare questo prezioso bene comune.

 

 

È obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, risultano essere solamente indiziati di reato e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascrittogli.

Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.






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