ANNO 16 n° 273
Mancini eletto presidente
dell'Istituto italiano
per Africa e oriente
Studi e campagne archeologiche
02/11/2011 - 09:33

Marco Mancini, rettore dell'Università della Tuscia, Presidente della Crui, Accademico dei Lincei, durante la seduta del consiglio di amministrazione del 31 ottobre è stato eletto presidente dell'Istituto Italiano per l'Africa e per l'Oriente, (Isiao), l'ente pubblico che, fondato nel 1933 con il nome di Istituto italiano per il medio ed estremo oriente, si occupa delle ricerche e della promozione delle culture orientali e africane nel nostro paese.

Dotato di grande rilievo sul piano internazionale l'Isiao, cui fa capo il museo nazionale d'Arte orientale a Roma, ha diverse sedi decentrate e una importantissima biblioteca.

Il consiglio di amministrazione è composto da tre rappresentanti ‘esterni’ (Comune di Roma, ministero degli Affari esteri e ministero dei Beni culturali) e da due ‘interni’, eletti a loro volta da un’assemblea dei soci (uno dei quali Mancini stesso).

Prima di Marco Mancini i presidenti sono stati filosofi, archeologi e filologi come Giovanni Gentile, Giuseppe Tucci, Sabatino Moscati e, da ultimo, Gherardo Gnoli.

Grazie a loro l’Istituto, che costituisce l’esatto corrispondente della “School of Oriental and African Studies” dell’Università di Londra (nata nel 1916), si è fatto promotore di decine di campagne archeologiche, di studi e di una collana di grande rilevanza internazionale, la “Serie Orientale Roma” che annovera ormai un centinaio di volumi.

Il rettore Mancini, che si è detto molto onorato e commosso per questa nomina, non ha nascosto le difficoltà gestionali che attendono il nuovo consiglio di amministrazione.

Tra l’altro è chiamato a risanare una situazione di gravissimi squilibri dovuti a una batteria di tagli sul finanziamento ordinario succedutisi in questi ultimi anni.

Tra i primi impegni della nuova presidenza un rilancio delle strategie dell’Istituto e l’apertura a nuove partnership nazionali e internazionali.






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