

“Partiamo dalla mobilità per disegnare il modello Tuscia. Un moderno e veloce sistema dei collegamenti è l’unico modo per mettere in moto il Viterbese, partendo dalla ferrovia”, questo è il messaggio che Walter Mancini vuole mettere al centro della competizione elettorale e della futura agenda di governo.
Mancini, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 2 (Viterbo, Latina, Rieti, Frosinone) per Sel è chiaro: “Il mio impegno sarà quello di aprire una grande vertenza sulla mobilità sostenibile per rimettere mano a tutto il sistema ferroviario della Tuscia”. Questo sabato 16 febbraio, ore 17 presso la Caffetteria De Cecchi (Vetralla) Mancini sarà protagonista proprio di un incontro sulle infrastrutture. Interverranno Antonio Paglia, Segretario Gen. FILT CGIL; Francesco Pompei, lavoratore appalti FS; Gabriele Pillon, comitato riapertura ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte. Conclude Massimiliano Smeriglio, coordinatore nazionale di Sel”.
La “cura del ferro” va rimessa al centro, soprattutto in un’epoca che vede il trasporto ferroviario più efficace ed efficiente di quello aeroportuale. In maniera particolare per i collegamenti nazionali.
“Dal 2008, quando si inizia a parlare di aeroporto di Viterbo, a oggi le cose nel sistema dei trasporti sono radicalmente cambiate – precisa Mancini -. L’alta velocità sta soppiantando per comodità, rapidità e costi il trasporto aereo nazionale. Per questo lo sviluppo di collegamenti ferroviari è essenziale per rimettere in gioco il Viterbese. Molto più di un costoso, quanto poco utile, scalo aeroportuale. In questo senso è prioritaria la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte, la “ferrovia dei due mari”. Questa linea, chiusa nel 1961, è diventata un monumento allo spreco. Nel 1985 vennero spesi 200 miliardi di lire per la sua ricostruzione. Nel 1998 la legge finanziaria destinò ben 123 miliardi di lire per l’ultimazione dei lavori. Ovviamente è ancora chiusa, e c’è chi pensa di farci piste ciclabili. Pensare che la stessa Unione Europea ritiene strategica questa tratta ferroviaria per tutto il Centro Italia. Il mio impegno è per ridare ossigeno economico alla Tuscia passando da questa necessaria infrastruttura”.
Naturalmente la questione dei collegamenti non può esaurirsi con la “cura del ferro”. Per rivedere il modello di sviluppo sono necessarie altre opere pubbliche. Innanzitutto la “grande incompiuta”, la trasversale Orte-Civitavecchia. Opera strategica anche questa per mettere in relazione il porto di Civitavecchia con il porto di Ancona, trovando in mezzo l’interporto di Orte.
“Trasversale e ferrovia ”dei due mari” sono due opere parallele, vitali per permettere una maggiore facilità degli scambi commerciali – precisa Mancini -. Solo da questo intervento infrastrutturale può arrivare una concreta prospettiva di sviluppo per la Tuscia e le zone limitrofe. Il ruolo accentratore di Roma è stato fortissimo per decenni e l’Alto Lazio ha sempre subito le imposizioni economiche della capitale senza poter sviluppare una propria identità economica autonoma. Ci sono le potenzialità per non essere più la periferie e il dormitorio di Roma, ma al contrario, per essere l’asse strategico di comunicazione tra Tirreno e Adriatico. Adesso basta, benvenute infrastrutture”.