

VITERBO - ''Su quei treni non ci sentiamo sicuri'' è il grido d’allarme lanciato dai pendolari della Roma-Viterbo alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo in una lettera inviata qualche giorno fa. Parole che suonano ora con maggiore forza soprattutto dopo la notizia dell’apertura delle indagini su ben sei ''mancate collisioni'' dei treni della linea che collega il capoluogo della Tuscia con la Capitale.
''La tratta, che copre una distanza di circa 80 km sui 102 totali – spiega il comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord nella lettera inviata a Strasburgo -, è gestita con un sistema di sicurezza del giunto telefonico che, come i fatti disastrosi di Andria e Corato del luglio 2016, tragedia ferroviaria in cui morirono 23 persone per uno scontro tra due treni in Puglia, hanno dimostrato non sia il massimo come sistema per la tutela della sicurezza dei passeggeri''.
Forse non tutti sanno che tragedie simili stavano per capitare anche sulla linea Roma-Viterbo gestita dall’Atac e di proprietà della Ragione Lazio. Sei ''mancate collisioni'' che non sono passate inosservate, come riporta il Messaggero, a Marco Rigattieri, ex direttore generale della partecipata, che durante i suoi sei mesi di mandato, da febbraio all’agosto 2016, ha putoto raccogliere informazioni e testimonianze su tali tragedie sfiorate tra Viterbo e Roma facendo così scattare le indagini.
I frontali tra treni, evitati all’ultimo momento, sono ora oggetto di un dossier nelle mani degli esperti della sicurezza del Ministero dei trasporti. Il punto più critico della tratta Roma-Viterbo è nei pressi della stazione di Montebello dove cessa di esistere il doppio binario lasciando il posto ad un solo binario in cui i treni devono alternarsi per non scontrarsi. È qui che si attiva il giunto telefonico: ogni treno, prima della partenza, deve ottenere l’autorizzazione per viaggiare sul binario unico assicurandosi che esso non sia occupato da un altro convoglio. Eppure, almeno per sei volte, è capitato che tale tipo di sistema non abbia funzionato e che un treno, ricevuta l’autorizzazione di partire, si sia trovato a viaggiare sul binario unico mentre, dal lato opposto, arrivasse un altro treno. Soltanto gli scrupoli dei macchinisti, che si mettevano in contatto telefonico per assicurarsi se il binario fosse libero o meno nonostante il ricevuto ''via libera'', hanno evitato la collisione tra i treni che ogni giorno trasportano migliaia di pendolari.
Le informazioni raccolte da Rigattieri sono ora al vaglio dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) e contribuiscono ad incrementare le brutte notizie che circolano oramai da anni sulla mala gestione delle tratte da parte dell’Atac oltre alla mancanza di controlli e di azioni conseguenti ai disagi da parte della Regione Lazio, ente proprietario.