ANNO 16 n° 275
Mammagialla,''Vogliamo personale, non parole''
Lunedì 9 luglio sit-in di protesta
di sindacati e polizia penitenziaria
05/07/2012 - 13:10

VITERBO - Stato di agitazione e sit-in di protesta davanti al carcere di Mammagialla, per manifestare il “dissenso ad una politica penitenziaria che ha portato la Casa Circondariale di Viterbo ad essere tra gli istituti più in sovraffollamento nel Lazio con una carenza di personale di polizia penitenziaria che si attesta ormai al 50%”. E’ quanto proclamato per lunedì 9 luglio, a partire dalle ore 9, dalle sigle sindacali Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Uglpp, Cislfns, Cnpp e Cgilfp.

“Dopo i terribili fatti del sabato scorso che hanno visto tre agenti vittime delle scorribande di alcuni detenuti – si legge in una congiunta dei sindacati -, l’ennesima aggressione perpetrata a danno degli uomini della polizia penitenziaria, si può dire che la situazione dell’istituto è al collasso”.

“Sono anni ormai che assistiamo ad un lento e progressivo degradamento dell'istituto di Viterbo – continua la nota -. Man mano che gli anni passano ci sono sempre meno agenti, 289 unità operanti su una pianta organica di 450, e più ancora più detenuti, circa 760, con l’aggiunta di una nuova sezione aperta negli ultimi giorni. Ormai la sicurezza esiste solo sulla carta più volte”.

“In tutto questo il corpo di polizia penitenziaria risulta la principale vittima designata di una politica dell'amministrazione totalmente cieca, muta e sorda – incalzano i sindacati -. Sempre più spesso si chiedono agli agenti sacrifici in termini di assicurazione dei compiti istituzionali e sempre meno si assicura loro una dignità lavorativa in termini di sicurezza sul lavoro e garanzia dei diritti soggettivi, previsti dai contratti di comparto”.

“Confidavamo in un integrazione di personale nella passata mobilità di personale, ma di fatto abbiamo ottenuto da parte dell’amministrazione ‘l’ennesima beffa’, pochissime unità di polizia neppure sufficienti ad avvicendare il personale andato in pensione nel 2011, di conseguenza dovremmo prepararci all'ennesima stagione di patimenti , rischi e turni massacranti – concludono - . A questo dobbiamo dire basta, ma basta veramente e lo vogliamo dire insieme a tutto il personale di polizia penitenziaria di Viterbo”.






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