


VITERBO - (s.lup.) - Al carcere di Mammagialla tasso di affollamento al 122%, sopra la media nazionale (107%) e regionale (118).
E’ quanto emerge dai dati 2021 sulla popolazione ristretta negli istituti penitenziari del Lazio presentati nei giorni scorsi dal garante dei detenuti Stefano Anastasìa in una conferenza stampa. Nell’occasione è stato fatto anche il punto sulla diffusione del Coronavirus e sulla campagna vaccinale anti Covid-19 nelle carceri.
Anastasìa ha spiegato che la popolazione detenuta nel Lazio è di 5.569 persone (al 30 novembre 2021), con una percentuale di condannati definitivi in carcere del 68,7 per cento, leggermente inferiore a quella nazionale che si attesta al 69,1 per cento, e una percentuale di detenuti in attesa di giudizio del 14,9 per cento, inferiore a quella nazionale del 16,2 per cento. La presenza di stranieri è del 37,7 per cento, superiore alla media nazionale del 31,7 per cento, e una presenza di donne pari al 7 per cento.

Per quanto riguarda la casa circondariale di Viterbo risulta che la capienza regolamentare sia di 440 posti e i detenuti presenti 494, di cui 171 stranieri. Numeri che, come detto, corrispondono a un sovraffollamento del 122 per cento. Tassi superiori si registrano a Latina (173%), Civitavecchia (152%), Roma ''Regina Coeli'' (144%), e al carcere femminile di Rebibbia ''Germana Stefanini'' (134%). Mentre gli istituti di pena meno affollati nel Lazio sono quelli di Paliano (47%), ''Rebibbia Terza Casa'' (58%) e Civitavecchia ''Giuseppe Passerini'' (85%).
''Sull’andamento delle presenze nelle carceri Lazio – ha detto Anastasìa – la situazione in termini generali sembra migliore di quella nazionale, perché non è in corso un incremento. C’è una presenza di 5.569 detenuti, superiore alla capienza regolamentare di 5.158 posti e quindi si tratta una situazione che sembra meno preoccupante di quella nazionale. Da luglio a oggi la popolazione detenuta è in costante crescita e questo ci preoccupa rispetto al futuro, perché il rischio di diffusione del Covid-19 in carcere è molto rilevante – ha aggiunto Anastasìa – È un sistema costantemente sovraffollato, con una capienza regolamentare di 50.809 posti e al 30 novembre il dato delle presenze era di 54.593''.
Coronavirus. ''Dopo avere avuto situazioni di grande difficoltà a gennaio e aprile 2021, ora la situazione è relativamente sotto controllo – ha spiegato Anastasìa – All’ultima rilevazione di ieri risultavano quattro positivi nelle carceri del Lazio e tutti senza condizioni cliniche preoccupanti''. Sulla campagna vaccinale: ''Nel corso dell’anno hanno ricevuto le due dosi, in primavera e poi successivamente, 6.014 detenuti nel Lazio. Quindi, quelli che c’erano e quelli che sono entrati nel frattempo. Al 16 dicembre possiamo dire che 2.483 detenuti, la metà di quelli presenti nel Lazio, hanno ricevuto la dose booster. Entro metà gennaio è prevedibile che tutti i detenuti che hanno acconsentito a vaccinarsi potranno avere la terza dose. Questa condizione delle vaccinazioni ha consentito la riapertura dei colloqui con i familiari in presenza in condizione di maggiore umanità, quindi senza le pareti divisorie in plexiglass''.
Nel corso della conferenza stampa, Anastasìa ha risposto anche alle domande sul caso di Sharaf Hassan, giovane egiziano deceduto nel 2018 a seguito di un tentativo di suicidio nella sua cella nel carcere di Viterbo, e di Abdel Latif, il 26 enne tunisino trattenuto nel Cpr di Ponte Galeria prima di essere trasferito all’ospedale Grassi di Ostia e poi al San Camillo dove è deceduto il 28 novembre scorso.
E’ intervenuta anche l’assessora regionale agli Enti locali e alla sicurezza urbana, Valentina Corrado, la quale ha parlato degli stanziamenti della legge regionale 7/2007, ''Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della Regione Lazio''.