ANNO 16 n° 274
Maltempo, un cittadino:
''Prigionieri in casa''
Alvaro Marucci racconta la situazione nella zona del consorzio Ciprovit
01/02/2014 - 10:31

Riceviamo e pubblichiamo 

A quasi quindici anni dalla prima delle continue segnalazioni al Consorzio Ciprovit e al Comune di Viterbo (2000, 2002, 2006, 2008) nulla è stato fatto, anzi la situazione è sempre più grave. E’ continuata la costruzione degli edifici nell’area artigianale, completamente priva di fognatura, è ciò ha comportato un grosso aumento degli afflussi sulla strada S.S. Salvatore (le acque non vengono più assorbite dal terreno ma intercettate totalmente dalle copertura e dai piazzali pavimentati e finiscono sulla strada S.S. Salvatore). Ormai la situazione è talmente grave che gli abitanti non riescono più nemmeno ad uscire di casa se non a fronte di gravi rischi, come testimoniato dalle foto allegate.

E’ necessario che le autorità comunali non concedano l’agibilità dei locali in assenza di rete fognaria sia per le acque bianche sia per le acque nere. Solo così si potranno evitare situazioni gravi e paradossali come quelle della zona artigianale Ciprovit dove, anche dopo tanti anni, le rete di smaltimento delle acque bianche è completamente assente.

Ad aggravare la situazione c’è anche la scarsa manutenzione delle scoline sulla strada provinciale Teverina (tratto dal Giovanni XXXIII e all’Acquarossa) che porta all’ostruzione delle scoline in corrispondenza degli accessi alle strade laterali. L’ostruzione dei tubi sotto gli accessi alle strade impedisce all’acqua accumulata nelle scoline (cunette laterali) di defluire a lati della strada fino a raggiungere l’Acquarossa o il fosso in c.a. di raccolta in prossimità del ponte della superstrada. Le cunette si riempiono, l’acqua tracima e si riversa sui campi laterali allagando i locali seminterrati delle abitazioni e, in grande quantità, raggiunge la strada San Salvatore allagando la sede stradale con i risultati ben visibili nelle foto.

La situazione è ormai insostenibile ed occorre intervenire quanto prima. Le foto mostrano più di ogni parola la gravità della situazione.

Alvaro Marucci

 

 

 

 

 






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