


VITERBO - Le nuove disposizioni prese dall’amministrazione Frontini in merito alla chiusura al traffico di Porta Romana hanno generato un diffuso malcontento. Portavoce di queste lamentele è il consigliere leghista Andrea Micci.

'Non sono contrario alla chiusura del centro storico – spiega Micci – ma va fatta con criterio. La decisione di chiudere al traffico zone come Porta Romana e il tratto fino a Piazza Fontana Grande è, a mio avviso, insensata. Non ci sono attrazioni o eventi organizzati in quelle aree, e il risultato è un’assenza totale di persone.'

Secondo quanto riferito dal consigliere, la situazione è allarmante. Già lo scorso weekend i commercianti di via Giuseppe Garibaldi avrebbero avuto gravi difficoltà, e le cose non sembrano migliorare: 'I negozi non hanno fatto un euro lo scorso weekend. I commercianti, già messi a dura prova da anni difficili, vedono le loro entrate ulteriormente diminuire. Chi gestisce la città dovrebbe considerare questi aspetti, non imporre misure ideologiche che funzionano solo sulla carta.'
Micci critica anche la gestione generale del centro storico, che, a suo avviso, non è valorizzato abbastanza e risulta ulteriormente penalizzato dalla presenza di grandi centri commerciali fuori dalle mura di Viterbo: 'Il centro storico di Viterbo, con i suoi cantieri e il traffico limitato, non offre servizi adeguati per attirare visitatori. I parcheggi sono pochi e costosi, e chi arriva in città deve affrontare file interminabili,' osserva il consigliere.
L’accusa principale di Micci è la scarsa attenzione ai bisogni reali della comunità. 'La sindaca parla di valorizzare il centro storico, ma le sue azioni raccontano un’altra storia. Se si vuole davvero rilanciare questa parte della città, servono interventi concreti che mettano al centro i cittadini e i commercianti. Continuare a chiudere vie senza un piano chiaro non farà altro che peggiorare la situazione.'
I dati dei commercianti sembrano confermare le preoccupazioni di Micci: l’affluenza nel centro storico è in calo, e il malcontento cresce. Il consigliere conclude: 'Non basta decorare qualche via o organizzare un villaggio natalizio. Serve una visione d’insieme per riportare il cuore di Viterbo a essere vivo e attrattivo, non desolato e al buio come oggi.'