ANNO 16 n° 272
Malattie professionali, in aumento i casi di tumore nella Tuscia
L'allarme della Uil su dati Spresal, Turchetti: 'Servono maggiori controlli e sanzioni pił dure'
30/10/2024 - 07:01

 

VITERBO - (A.S.) Melanoma, tumore al polmone e mesotelioma: sono le patologie per cui ci si ammala di più nella provincia di Viterbo. Lo ha evidenziato l'ultimo rapporto dello Spresal (il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro in seno alla Asl), in relazione al quinquennio 2018-2022, mettendo in luce un aumento dei casi rispetto alla media nazionale.

'Il dato relativo al melanoma ed altri tumori maligni della cute (45 casi pari al 24percento del totale ) nella provincia di Viterbo - riferisce l'ente - è superiore al dato nazionale così come la percentuale dei tumori sul totale delle malattie professionali segnalate. La presenza di un ambulatorio di dermatologia allergologica e professionale all'interno del servizio Presal è determinante per l'emersione e la segnalazione dei casi specifici. Le patologie neoplastiche emerse vengono riportate nel Cor, ossia il registro regionale che, dal 2016, ha ricevuto 75 segnalazioni di cui il 79% dei casi proveniente dallo Spresal di Viterbo'. Rientrano nel computo delle malattie professionali l'insorgenza di tumori al polmone (23%), alla vescica (11%) e delle cellule mesoteliali (mesotelioma, 17%), derivato dall'esposizione all'amianto.

I dati raccolti dagli ambulatori di medicina del lavoro hanno contribuito all'alimentazione della banca dati nazionale del MalProf. Quella riferita alla regione Lazio ha evidenziato che il 44% dei casi di malattia professionale degli ultimi dieci anni appartengono al territorio della Asl di Viterbo.

 L'allarme dei sindacati - 'L'aumento dei tumori e degli infortuni sul lavoro ha annunciato Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil di Viterbo - superano la soglia del dato nazionale.  Questi numeri ci impongono una profonda riflessione e allo stesso tempo devono spingerci ad intervenire. Nel 2024 questo territorio ha già registrato tre morti sul lavoro'.

'I sindacati – aggiunge –, in particolar modo la Uil, hanno chiesto interventi cui non è stato dato seguito. Servono maggiori controlli e sanzioni più dure. Serve che, chi manomette i macchinari, pagi in prima persona. Serve l'introduzione dell'omicidio sul lavoro, così come che le aziende che non rispettano le normative sulla sicurezza non partecipino più ai bandi pubblici'.






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