



VITERBO - Sensibilizzare alla presenza delle mafie nel territorio: nell’alto Lazio sembra essere un’esigenza condivisa, più che un obiettivo effimero e velleitario. La cronaca ricorda che a Tarquinia un appartamento nel centro storico è in attesa di una destinazione sociale e collettiva, dopo essere stato sottratto a macchinazioni che prevedevano il riciclo di fondi neri: Cinzia Brandi, inserita nella segreteria regionale dell’associazione Libera, collabora con il Coordinamento civico contro le mafie dell’Alto Lazio e ritiene che questa situazione costituisca un’emergenza inderogabile.
Il Coordinamento, nato nello scorso anno, si è formato per l'impulso di varie associazioni, tra le quali la stessa Libera, l’Anpi e l’Arci. All’interno del Coordinamento opera inoltre l’associazione Caponnetto, dedita alla pubblicazione di inchieste sull’infiltrazione delle mafie, nella persona della sua segretaria nazionale.
“Ci rivolgiamo con questo strumento anche a commercianti ed esercenti”, ha sottolineato Brandi, in modo da non consentire alle attività redditizie di macchiarsi con finalità incompatibili con l’agire legale. “Negli ultimi tempi sono stati registrati nel Lazio, in particolare nel settore balneare e nel porto di Civitavecchia, lauti guadagni legati a finanziamenti illeciti.'
Anche il nostro capoluogo di provincia è stato investito da corruzione in questo ambito? “Nel 2019 vi è stata condotta un’importante operazione antimafia, che mostra i segnali della presenz di affari legati alle organizzazioni criminali, ma il lavoro non è ancora stato compiuto: c'è molto da fare per prevenire i fenomeni corruttivi. Con noi è attiva anche la Rete di scuole Falcone, che raccoglie 30 istituti”.
Il Coordinamento, in questo primo anno di vita, si è occupato in modo particolare del tema dei beni confiscati alle mafie, chiedendo alle Amministrazioni comunali trasparenza in materia e politiche per il loro riutilizzo a fini sociali.
Sono in partenza nuove iniziative, 'da quella organizzata con Sos Impresa, associazione che tutela gli imprenditori dagli accordi con la criminalità, ad un evento, previsto per la metà di giugno', ricorda Brandi: l’impegno civico per un Paese trasparente e un mondo estraneo a fonti di lucro dubbie investe le radici delle associazioni antimafia, portandole a porre un argine ai fenomeni di illeciti.