ANNO 16 n° 272
Mafia viterbese, duro scontro in aula
tra maggioranza e opposizione
I gruppi di minoranza chiedono un chiarimento politico al sindaco Arena tirato in ballo nelle intercettazioni
31/01/2019 - 20:40

di Annamaria Lupi

VITERBO - ''La mafia è l'emergenza maggiore in città degli ultimi 10 anni''. Il consigliere di Viva Viterbo Giacomo Barelli ripete questa frase più volte nel corso della bagarre che infuoca il parlamentino di Palazzo dei Priori. All'ordine del giorno la prosecuzione del dibattito per arrivare all'approvazione del piano del commercio ma le implicazioni dell'inchiesta sulla mafia viterbese che ha portato in carcere 13 persone e la pubblicazione di intercettazioni in cui si fa riferimento al sindaco irrompono con prepotenza nella sala d'Ercole.

Barelli e gli altri gruppi di minoranza chiedono ad Arena e alla giunta di chiarire immediatamente e rassicurare la cittadinanza senza attendere la convocazione di un consiglio straordinario.

Alfonso Antoniozzi di Viterbo 2020 puntualizza: ''Abbiamo presentato stamani un'interrogazione urgente non per mettere sotto accusa il sindaco. Chiediamo un chiarimento politico, una rassicurazione che la città e l'amministrazione non ha mai avuto né avrà mai rapporti con la malavita''.

Anche Alvaro Ricci del Pd chiede chiarimenti ma puntualizza: ''La mia intenzione, conoscendo Arena, è quella di fargli sentire tutta la mia vicinanza e mi sarei aspettato una presa di posizione granitica da parte di tutti''.

Gianmaria Santucci di FondAzione propone, a termini di regolamento, di proseguire con l'ordine dei lavori come previsto ''perché nessuno vuole eludere la questione ma non credo che un tema così importante si possa esaurire con una domanda e una risposta. Terminiamo il piano del commercio dopo discuteremo per tutto il tempo che necessita della vicenda''.

Proposta accolta. Ma dopo un paio di articoli Francesco Serra di Viterbo dei cittadini riporta indietro le lancette dell'orologio dichiarando: “Per proseguire i lavori consiliari, la minoranza vuole ascoltare le dichiarazioni del sindaco. Altrimenti usciamo dall'aula”.

A questo punto Arena interviene. ''Il sindaco non deve chiarire nulla. Come primo cittadino vengo nominato mille volte al giorno in tutti i bar della città. Nel bar di via Genova (il cui titolare è tra gli arrestati ndr.) si sono tenute riunioni politiche di tutti i partiti. Lo abbiamo frequentato tutti, anche lei. – dichiara rivolto a Barelli - Il barista era simpatico e spiritoso, nessuno poteva immaginare che potesse essere coinvolto. E' stata una sorpresa''.

''Nelle intercettazioni si parla di me come non persona non affidabile, che promette e non mantiene. Avrei promesso posti di lavoro e altro al boss che ha fatto il mio nome. E quando non ero nè sindaco e neppure consigliere comunale''.

''Al di là del chiacchiericcio, del pettegolezzo – prosegue – voglio esprimere, come già fatto pubblicamente, apprezzamento al colonnello Palma e alla Dda.''.

E tiene a ricordare quanto dichiarato dal capo della Procura di Viterbo all'inizio dell'anno giudiziario: ''A Viterbo non esistono organizzazioni mafiose ma piccoli delinquentelli che si fanno grandi utilizzando metodi mafiosi” e conclude “mi affianco a tutto il consiglio nell'esprimere una forte condanna. Nulla in contrario a un consiglio straordinario per valutare insieme, anche ai cittadini, le azioni da intraprendere''.






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