ANNO 16 n° 271
Mafia nel Viterbese: processo rinviato a luglio per gli 11 imputati
Nell’inchiesta anche il presunto capobanda Giuseppe Trovato. Il Comune di Viterbo costituito parte civile
29/05/2025 - 16:38

VITERBO – Slitta al prossimo luglio l’udienza preliminare per i protagonisti del secondo troncone dell’inchiesta sulla cosiddetta “mafia viterbese”, un’indagine che ha portato alla luce un’organizzazione criminale radicata sul territorio e legata a personaggi già noti alle forze dell’ordine. Undici gli imputati, tra cui il presunto capobanda Giuseppe Trovato, arrestato nel gennaio 2019 insieme ad altri tredici soggetti nel maxi blitz condotto dai carabinieri.

La procura antimafia di Roma, con a capo il sostituto procuratore Giovanni Musarò, ha coordinato le indagini, giunte a conclusione a fine 2024. Il procedimento, in corso al tribunale capitolino davanti al giudice per l’udienza preliminare Claudio Carini, è stato rinviato per un legittimo impedimento del magistrato.

Tra le parti civili costituite figura anche il Comune di Viterbo, rappresentato in aula dall’avvocato Marco Russo, che ha formalizzato la richiesta di adesione al processo in linea con quanto già fatto nell’ambito del primo filone dell’inchiesta. “L’amministrazione – ha spiegato Russo – ha confermato la volontà politica di contrastare fermamente ogni forma di criminalità organizzata”.

Sette in tutto le persone offese nel procedimento, tra cui spiccano un maresciallo dei carabinieri e l’ex assessore comunale Claudio Ubertini con i figli. Ubertini fu uno dei primi a denunciare pubblicamente le pressioni subite, fornendo un contributo decisivo agli inquirenti. In aula era presente anche l’avvocato Edoardo Maria Manni, legale del figlio di Ubertini.

I nomi degli 11 imputati

1. Giuseppe Trovato, detto 'Peppino' o 'zio', nato a Lamezia Terme (1975)

2. Spartak Patozi, alias 'Ricmond' o 'Ricciolo', nato in Albania (1988), residente a Vitorchiano

3. Otello Macrì, nato a Viareggio (1961), domiciliato a Reggio Emilia

4. Ergen Petshtanaku, nato in Albania (1996), dichiarato irreperibile

5. Christian Lanari, nato a Ronciglione (1980), residente a Vetralla

6. Daniele Casertano, nato a Napoli (1987), residente a Vetralla, domiciliato a Viterbo

7. Sabri Patozi, nato in Albania (1992), residente a Vitorchiano

8. Eduart Voka, nato in Albania (1979), domiciliato a Bagnaia (Viterbo)

9. Ioana Laura Zaharia, nata a Bucarest (1987), residente a Viterbo

10. Emanuela Hima, nata in Albania (1978), residente a Viterbo

11. Manuele Russo, nato e residente a Viterbo (1985)

Estorsioni, incendi e movida criminale

Tra gli episodi più gravi contestati agli imputati spiccano atti intimidatori come incendi dolosi a danno di auto private e appartenenti alle forze dell’ordine. In particolare, Eduart Voka è ritenuto coinvolto in due episodi del 2017: la distruzione dell’Audi di un vicebrigadiere e, poco dopo, della Passat di un collega impegnato nelle indagini sull’attentato. In questo secondo caso, l’esecutore materiale sarebbe stato Gazmir Gurguri, su ordine di Trovato.

Tra i casi emblematici di violenza e sopraffazione figura anche quello di un ristoratore 58enne di Tuscania, a cui venne incendiata una Jaguar nel dicembre 2018 come forma di intimidazione. Solo un anno dopo, in seguito a un tentativo di estorsione da parte del fratello di Ismail Rebeshi, David Rebeshi, il commerciante trovò il coraggio di denunciare l’accaduto. Questo episodio ha dato origine al secondo troncone dell’inchiesta, noto come “mafia viterbese bis”.

Durante le indagini è emerso che Ismail Rebeshi, anche mentre era detenuto, avrebbe continuato a gestire affari tramite la compagna Laura Jona Zaharia e Emanuela Hima, compagna del fratello. Le due donne avrebbero fittiziamente intestato società di comodo, tra cui “Auto Bicu” e “Le Bell”, per eludere le norme patrimoniali e gestire attività economiche legate all’organizzazione, come l’intrattenimento notturno e il commercio di veicoli.

Le condanne definitive del primo filone

1. Giuseppe Trovato – 12 anni e 9 mesi

2. Ismail Rebeshi – 10 anni e 11 mesi

3. Spartak Patozi – 8 anni e 8 mesi

4. Gabriele Laezza – 7 anni

5. Shkelzen Patozi – 6 anni e 4 mesi

6. Fouzia Oufir – 5 anni

7. Gazmir Gurguri – 4 anni e 8 mesi

8. Sokol Dervishi – 4 anni e 6 mesi

9. Luigi Forieri – 3 anni e 6 mesi (senza l’aggravante mafiosa)

 

PRESUNZIONE DI INNOCENZA

I soggetti indagati sono persone nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

Il presente comunicato viene condiviso con la Procura della Repubblica di Viterbo, atteso l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.






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