

VITERBO – Mafia capitale, Nicola Zingaretti indagato per falsa testimonianza.
A darne notizia Il Sole24Ore che spiega l’iscrizione del presidente della regione Lazio nel registro degli indagati, come ''un atto dovuto per la Procura della Repubblica di Roma''. Secondo i giudici Iannello, Orfanelli e Arceri nel corso delle udienze sarebbero emersi elementi riferibili a reiti nei confronti di 27 testimoni. E tra essi è proprio Nicola Zingaretti.
Stando ai giudici il presidente del Lazio (e con lui Micaela Campana, responsabile welfare del Pd, l’ex vice ministro Filippo Bubbico e l’ex presidente del Consiglio regionale Lazio Daniele Leodori) avrebbe commesso il reato di falsa testimonianza. ''Le nuove ipotesi di reato sono contenute nelle motivazioni della sentenza con cui la X sezione penale ha condannato due diverse associazioni per delinquere ai cui vertici ci sarebbero stati Massimo Carminati e il re delle coop, l’imprenditore Salvatore Buzzi – spiega Il Sole24Ore -. Nelle pieghe di quelle motivazioni, i giudici hanno analizzato la posizione di una serie di testimoni ascoltati nel corso delle varie udienze, individuando presunti casi di falsa testimonianza, di falso e anche di calunnia''.
''Secondo quanto è scritto nelle motivazioni – si legge ancora -, l’audizione del governatore della Regione Lazio potrebbe dare ‘adito al sospetto di una testimonianza falsa o reticente’''.
Intanto però Zingaretti, che già nei giorni scorsi ha avuto modo di commentare la situazione, ha dichiarato: ''Sono assolutamente sereno sui fatti ,a francamente scosso e amareggiato per quanto affermato dai giudici. Nella mia testimonianza – continua - ho riportato e riferito atti e conoscenze relative ad avvenimenti per i quali sono stato sotto indagine per oltre un anno. Indagini nate a seguito delle dichiarazioni di Salvatore Buzzi, concluse con una archiviazione richiesta dalla Procura di Roma e accolta dal gip. Questi sono i fatti. Ora attendo nuovamente le decisioni che la Procura di Roma riterrà di assumere''.