ANNO 16 n° 273
Mafia, una minaccia vicina alla Tuscia
Il Sole24Ore parla di 'reati spia' e possibili espansioni
29/11/2017 - 06:51

VITERBO – Mafia, una minaccia sempre più vicina alla Tuscia. Non solo nel Sud d’Italia, non solo nella più vicina Ostia, balzata sui giornali per i recenti fatti di cronaca, ma anche nel resto della Regione Lazio si starebbero radicando le organizzazioni mafiose. E per resto della Regione si intende anche la provincia di Viterbo la quale, a quanto riporta il Sole24Ore, starebbe già nel mirino delle mafie.

Non si può ancora dire infatti che questo tipo di organizzazione criminale, italiana per eccellenza, sia già presente e radicata sul territorio Viterbese, perché nessun fatto è in grado di accertarlo con sicurezza. Certo è però che la Tuscia ha registrato, nel tempo, vari contatti criminosi con diverse famiglie mafiose.

''Per le province di Rieti e Viterbo – ricorda il Sole24Ore -, si legge nella relazione Dna 2015, si ‘segnalano presenze sporadiche di soggetti riconducibili prevalentemente a gruppi di ‘ndrangheta e camorra. Risultano interessati i settori finanziari appalti pubblici e ciclo rifiuti. Negli ultimi anni la moltiplicazione degli sportelli bancari e alcuni sequestri di beni immobili e attività economiche indicano il rischio che si tratti di un primo stadio per successive espansioni’''.

Vale la pena di sottolineare un estratto della relazione Dna 2015 appena riportata, ossia ''il rischio che si tratti di un primo stadio per successive espansioni''. Questo significa che alcune attività criminali, definite ''reati spia'', svolte nella Tuscia così come a Rieti, portano a pensare e purtroppo a presagire un interesse delle mafie nel radicarsi anche di questa parte d’Italia.

''Le inchieste svolte dalla Dda di Reggio Calabra – sottolinea inoltre il quotidiano – hanno evidenziato un’ulteriore attività di riciclaggio e reimpiego svolta sul territorio laziale e in particolare a Viterbo dove operano alcune famiglie di Condofuri, Reggio Calabria. Le indagini sul solito traffico di droga hanno anche evidenziato gli interessi della cosca Pelle di San Luca, Reggio Calabria''.

Inoltre il II Rapporto dell’osservatorio sulla sicurezza e legalità della Regione Lazio, con riferimento a Viterbo e Rieti, precisa che ''la lettura del fenomeno criminale - come riporta ancora il Sole24Ore -, che in queste due province si manifesta in maniera molto diversa rispetto al resto della regione, risulta ancora di difficile comprensione, anche sotto il profilo investigativo e al contempo, in evoluzione, come segnalato nei rapporti istituzionali prodotti in questi anni''.






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