ANNO 16 n° 273
Mafia, nella Tuscia
37 beni confiscati
I dati dell’Anbsc aggiornati al 31 dicembre 2015: il Lazio dove i sequestri aumentano di più
22/03/2016 - 02:00

VITERBO – Quattro aziende, un’abitazione di tipo civile, una di tipo economico, una di tipo popolare, un villino, due tra alberghi e pensioni, due enti urbani, due fabbricati rurali, quattro tra magazzini e locali di deposito, una stalla o rimessa, sei altri immobili e dodici terreni per un totale di trentasette beni totali sequestrati nella Tuscia. Questi sono i dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, aggiornati al 31 dicembre 2015 e pubblicati in anteprima da Confiscati Bene , il progetto di attivismo civico e giornalismo investigativo che da due anni promuove trasparenza e open data nella lotta alla mafia.

Ammontano a oltre 27mila in Italia i beni ora passati nella gestione dello Stato o trasferiti a enti locali, contro i 12.898 nel 2013: quegli immobili, ovvero, ville, palazzi, capannoni industriali o terreni sono 23.526, 3.577, invece, le aziende appartenute a esponenti della criminalità organizzata o a loro prestanome. Dati raddoppiati rispetto a quelli del 2013.

A ben guardare la mappa, che divide per gradazione di colore i comuni e le province del Paese a seconda del numero dei beni confiscati, la Tuscia è nella fascia più bassa, quella rosa tenue. Ma più in generale, analizzando i dati, emerge che il Lazio è una delle sei regioni che in tre anni ha fatto registrare l’aumento più consistente di beni confiscati, triplicando lo stock da 645 a 2179 tra immobili e aziende. L’inchiesta Mafia Capitale ha senz’altro influito e fatto quindi balzare Roma sul triste podio delle province d’Italia per beni confiscati (1.076 beni di cui 400 aziende), dietro Palermo con 4.005 beni totali.

Per quanto riguarda le altre regioni si segnalano l’Umbria, la Valle d’Aosta, l’Abruzzo, laSardegna e la Toscana. E la geografia dei beni confiscati vede crescere soprattutto le province del centro, con Chieti che passa da 5 a 109 beni, Perugia da 4 a 74 beni; Modena da 2 a 35; Siena e Arezzo, passati rispettivamente da 3 a 37 e da 6 a 71 per fare qualche esempio. Al Centro Sud irrompono nella classifica delle prime 15 province Trapani, passata da 386 a 1769 beni, e Latina, da 93 a 486.






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