ANNO 16 n° 273
Mafia, 36 arresti tra Roma e Palermo
29/11/2011 - 11:54

I nuovi capi delle famiglie mafiose di Palermo si riunivano in una delle sale trattenimento più note della città, Villa Pensabene. Facevano grandi pranzi, con l'immancabile antipasto di ostriche e panelle, intanto discutevano del futuro di Cosa nostra siciliana. Non immaginavano certo di essere pedinati e intercettati. E invece, adesso, c'è un lungo film che ritrae le ultime riunioni della Cupola mafiosa: gli uomini che avanzano sulla scena con aria sicura sono vecchi mafiosi appena usciti dal carcere, ma anche insospettabili, sono i rappresentanti dei tre mandamenti più autorevoli di Cosa nostra: Tommaso Natale, Brancaccio e Passo di Rigano. Questa notte, 36 fra capi e gregari sono stati fermati da polizia, carabinieri e guardia di finanza su ordine della Procura distrettuale antimafia di Palermo diretta da Francesco Messineo e coordinata dagli aggiunti Antonio Ingroia e Ignazio De Francisci.

Nella parte occidentale della città, fra Tommaso Natale e Resuttana, comandava un boss tornato in libertà da appena un anno, Giulio Caporrimo: la domenica, era spesso nella tribuna Vip dello stadio Barbera, grazie ai biglietti che gli procurava un suo insospettabile fidato, il gestore del bar dello stadio, Giovanni Li Causi, arrestato pure lui. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo, Li Causi avrebbe tentato di piazzare ditte vicine a Cosa nostra negli spazi espositivi del nuovo centro commerciale del presidente del Palermo Maurizio Zamparini, in corso di realizzazione. I boss puntavano anche a gestire

i lavori del nuovo stadio: il cantiere deve essere ancora aperto, ma già i boss cercavano di mettere le mani sui subappalti.

Fra gli insospettabili del clan di Tommaso Natale, il nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza ha scoperto anche un pensionato dell'Amat, l'azienda trasporti della città: Calogero Di Stefano è un ex responsabile del movimento cristiano lavoratori, come lo era stato un altro boss, l'architetto Giuseppe Liga, in carcere ormai da un anno.

L'indagine su Tommaso Natale è stata coordinata dai pm Francesco Del Bene, Gaetano Paci, Annamaria Picozzi, Lia Sava e Marcello Viola. Caporrimo e il suo clan puntavano a realizzare un grande locale sul mare di Sferracavallo, e per questo avevano bisogno di diverse autorizzazioni amministrative. Sembra che fossero già riusciti a contattare alcuni politici per trovare le giuste raccomandazioni.

(Repubblica.it)






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