


VITERBO - Trampolieri, mangiatori di fuoco, acrobati, clown, cantanti, cantastorie, antipodisti, contorsionisti, illusionisti, giocolieri, saltimbanchi, mimi, suonatori, attori, burattinai, trovatori, madonnari, poeti, scultori di palloncini, fachiri, ballerini e attività truccabimbi.
Sono le figure riconosciute dal regolamento sull’arte di strada approvato ieri dal consiglio comunale, dopo un lungo iter in commissione.
L’idea del regolamento era stata presentata dal consigliere Sergio Insogna (Fondazione), ma che nel suo percorso ha raccolto modifiche e suggerimenti sia dai consiglieri della maggioranza che dell’opposizione: “Il documento – ha commentato - va a favorire una attività artistica che si svolge principalmente nei centri storici e il centro storico di Viterbo come quello delle frazioni si presta benissimo come palcoscenico. Consentirà di regolare una attività che altrimenti veniva fatta in modo occasionale, frammentaria e di dirigerla in maniera idonea anche rispetto alle strutture storiche e architettoniche delal città''. ''Un regolamento che prende in considerazione anche le esigenze dei residenti - ha sottolineato dall’assessore Marco De Carolis – e che ci permette inoltre di programmare la prossima estate nella speranza che una situazione pandemica più moderata''.
Il primo articolo del regolamento recita cosi: ''Il Comune di Viterbo riconosce l’arte di strada come fenomeno culturale e ne valorizza le varie forme espressive, consentendo lo svolgimento nell’ambito del territorio. Il Comune promuove sul proprio territorio lo sviluppo della cultura anche attraverso l’ospitalità delle attività artistiche a carattere musicale, teatrale, figurativo ed espressivo nel senso più ampio e libero, esercitato a spazi aperti al pubblico all’interno di regole di convivenza e per contribuire ad avere una città più armoniosa''.
L’attività degli artisti di strada è consentita su tutto territorio con le seguenti limitazioni, ma è vietata nel raggio di 5 metri dai luoghi di culto durante l’apertura o lo svolgimento di funzioni religiose. Inoltre, ''le esibizioni artistiche di cantanti e suonatori o che comunque per loro natura producono emissioni possono essere svolte a una distanza minima di 30 metri da ospedali, strutture sanitarie e assistenziali, nonché di scuole biblioteche, negli orari di fruizione delle stesse e in ogni caso, le emissioni sonore prodotte da essere non devono essere nitidamente percepibili in tali luoghi''. E ancora, tra le varie prescrizioni, ''deve essere garantita una distanza di 2 metri tra il luogo delle esibizioni e gli accessi ad abitazioni ed esercizio commerciali nonché rispetto alla visibilità delle vetrine di questi ultimi''.
Le performance che non producono emissioni potranno avere luogo in qualsiasi girono dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 23; mentre le performance che producono missioni, potranno avere luogo dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 21 nei mesi da ottobre ad aprile e dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 23 nei messi da maggio a settembre.
Eventuali diverse determinazioni rispetto all’orario potranno essere prese nell’apposito tavolo permanente costituito per monitorare l’applicazione del regolamento.
La durata della performance non potrà essere superiore a 60 minuti, ad eccezione dei mini (fino a 4 ore) e dei madonnari, fino a completamento dell'opera.