

VITERBO - La processione della Madonna della Santissima Liberatrice quest'anno, per volontà del vescovo Piazza, sarà l'occasione per ringraziare dello scampato pericolo bomba.
Ieri mattina in Comune, la conferenza stampa di presentazione dell'evento.
La processione ha una tradizione antichissima: risale addirittura al 1320 quando una serie di strani fenomeni atmosferici si abbatterono su la città, i viterbesi allora si recarono nella chiesa della Trinità e per farli cessare invocarono la protezione della 'Madonna in trono con Bambino' custodita nella chiesa.
I fenomeni miracolosamente cessarono, e da quel momento l'immagine sacra, fu acclamata a furor di popolo come protettrice della città, con il nome di Maria Santissima Liberatrice.

La sindaca Frontini ieri ha ricordato che la processione 'non è soltanto religioso ma anche civico a tutti gli effetti. Una festa a cui i cittadini viterbesi da secoli sono particolarmente legati. Credo che in Italia non ci siano tanti eventi religiosi che prevedono il traporto di 'macchine'. Noi siamo una comunità di portatori e trasportatori, che, con orgoglio mettono al servizio della fede anche la propria forza fisica''.
La processione si muoverà domenica alle 18 da piazza del Comune e avrà in testa, sorretta dai suoi portatori, l’immagine di Maria SS. Liberatrice.
Seguiranno i Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, il Corteo storico dei musici e sbandieratori del Pilastro e le Confraternite religiose. Tra i 12 portatori della Madonna, issata su baldacchino alto oltre 2 metri, anche i facchini di Santa Rosa.
Alle 19 la processione arriverà alla Chiesa della Trinità dove, dopo il saluto del vescovo Orazio Francesco Piazza, si ripeterà l’atto di affidamento della città di Viterbo a Maria Santissima Liberatrice.