

CIVITA CASTELLANA - 'Ci sono stati tentativi di condizionare il mio giudizio, anche dagli Stati Uniti, da ambienti religiosi e culturali che sostenevano Gisella Cardia'. A parlare è il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, che torna sul caso delle presunte apparizioni mariane di Trevignano dopo la conferma arrivata dalla superperizia genetica: il sangue sulla statua della Madonna, venerata per anni dai fedeli, è della stessa Cardia attualmente indagata per truffa aggravata.
L’intervista è stata rilasciata a Repubblica, all’indomani della relazione dell’esperto Emiliano Giardina, già noto per il caso Yara Gambirasio, che ha analizzato quattro tracce biologiche – due sul volto della statua, una sulla guancia e una sulla veste di un quadro del Cristo – tutte riconducibili alla donna.
'Per me – spiega Salvi – la questione era già chiusa da tempo. Dopo le indagini della commissione diocesana avevo dichiarato l'assenza di elementi soprannaturali, utilizzando la formula canonica constat de non supernaturalitate'.
Il vescovo ricorda che la decisione era maturata sulla base di numerose incongruenze emerse durante il lavoro della commissione, composta da teologi, biblisti, psicologi e canonisti: 'Le contraddizioni emerse dalle audizioni, sia della presunta veggente che del marito, erano già di per sé eloquenti. A colpirmi di più, però, è stato il fatto che questa esperienza, anziché generare unità come avviene per le vere esperienze spirituali, ha creato profonde divisioni all’interno della comunità cristiana'.
Salvi non si sbilancia nel definire il gruppo che seguiva la Cardia una vera e propria setta, ma sottolinea come il loro modo di vivere la fede fosse 'estraneo alle indicazioni della Chiesa e mai riconosciuto dalle autorità ecclesiastiche'.
Alla guida della diocesi da gennaio 2023, Salvi racconta di aver trovato fin da subito una situazione delicata: 'Era evidente che serviva un’indagine seria, la gente chiedeva risposte. Ho agito perché tutti, dentro e fuori la Chiesa, avevano bisogno di chiarezza'.
Il fenomeno, tuttavia, aveva già travalicato i confini nazionali. 'Ci sono stati sacerdoti che la sostenevano anche dalla Francia e dalla Polonia', dice. E poi il passaggio più sorprendente: 'Prima della firma del decreto, ho ricevuto pressioni anche dagli Stati Uniti, da parte di ambienti che cercavano di condizionare la mia valutazione in favore della signora Cardia'.
Pressioni, spiega il vescovo, arrivate 'da un fronte variegato di realtà religiose e culturali americane', convinte della genuinità delle apparizioni. 'Ma non ho mai avuto dubbi – conclude – che la mia responsabilità fosse quella di salvaguardare la verità e la fede dei fedeli, senza lasciarmi influenzare da interessi esterni'.