ANNO 16 n° 275
Macchina del Fango, falsa partenza
Un difetto di notifica fa slittare a ottobre la prima udienza del maxiprocesso
05/07/2016 - 11:54

VITERBO - (b.b.) Nessuna ammissione prove. Nessuna prima udienza per il maxi processo Macchina del fango e Vinitaly, che sarebbe dovuto partire questa mattina. Un difetto di notifica ad uno degli otto imputati ha, infatti, costretto il collegio di giudici ad un rinvio secco.

Si tornerà in aula il prossimo ottobre. Solo in quel momento le parti potranno depositare le loro liste testimoniale e i documenti che vorranno agli atti. Per ora, tutto congelato. 

Nessuno degli imputati era presente in aula: né il giornalista Paolo Gianlorenzo, né l'ex assessora regionale all'agricoltura Angela Birindelli. Tantomeno gli altri sei.

Tra il pubblico solo un paio delle quattordici parti offese, mentre non c'era nessuna delle tre parti civili costituite: Francesco Battistoni, Piero Camilli - rappresentati entrambi dall'avvocato Enrico Valentini - e la Regione Lazio.

Il processo prosegue seguendo due filoni. Da una parte la Macchina del fango, dall'altra il Vinitaly. Il primo riguarda la pubblicazione di articoli di giornale che sarebbero stati scritti ad hoc da Paolo Gianlorenzo per screditare i nemici politici della sua alleata Angela Birindelli. Personaggi scomodi che il giornalista, assieme al suo staff, avrebbe dovuto quotidianamente attaccare e demolire. Tra loro, Francesco Battistoni, Roberto Angelucci e Piero Camilli, protagonisti di articoli al veleno scritti, secondo l'accusa, per favorire la posizione politica e lavorativa della Birindelli. In cambio? La pubblicità delle iniziative dell'assessorato regionale all'Agricoltura, che Gianlorenzo avrebbe avuto sul suo giornale, ''L’Opinione''. In altre parole, soldi. 

Il secondo filone d'inchiesta riguarda, invece, la realizzazione del padiglione Lazio al Vinitaly, la fiera del vino di Verona, affidata, presumibilmente, a ditte amiche dell'assessora Birindelli. Quest'ultima avrebbe fatto leva sulla sua posizione per favorire aziende specifiche. Dovrà rispondere, perciò, di abuso d’ufficio e tentata concussione. Mentre tentata estorsione, corruzione e minacce sono solo alcune delle accuse mosso contro Paolo Gianlorenzo.






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