ANNO 16 n° 261
Ma cosa vuol dire “centro storico”? Scontro in aula sugli eventi
Troncarelli: “50mila euro in sette giorni sempre nelle stesse zone”. Frontini difende la scelta: “Il centro storico non è tutto uguale”
Andrea
18/09/2026 - 02:44
di Andrea Farronato

VITERBO – Cosa vuol dire rilanciare il centro storico? Puntare sulle vie più commerciali o cercare di coinvolgere, a rotazione, tutte le sue zone? È attorno a queste due diverse visioni che si è sviluppato il confronto in consiglio comunale tra la consigliera PD Alessandra Troncarelli e la sindaca Chiara Frontini.

Da una parte la critica per due eventi organizzati in due weekend consecutivi praticamente nelle stesse zone della città; dall’altra la posizione dell’amministrazione, secondo cui “il centro storico non è tutto uguale” e che alcune aree sono più adatte di altre a ospitare dterminati tipi di eventi.

Due eventi nelle stesse vie

Il primo punto sollevato da Troncarelli riguarda proprio la distribuzione degli eventi. La consigliera ha preso come riferimento la Notte Rosa e l’iniziativa prevista per il prossimo weekend, entrambe concentrate principalmente tra via Cavour, via Saffi, Corso Italia, via Roma e via San Lorenzo.

“Nel giro di una settimana due iniziative pagate con fondi pubblici si inseriscono nelle stesse identiche zone – ha spiegato Troncarelli –. Tra pochi giorni, dopo la scorsa Notte Rosa, ci sarà un’altra iniziativa praticamente nelle stesse piazze”.

Da qui la critica sul coinvolgimento delle altre aree del centro storico e sull’attività di Spazio Viterbo.

“Stiamo pagando una manager che esclude puntualmente piazza della Rocca, Porta della Verità, via Matteotti, via Mazzini e via Cairoli dalle iniziative di Spazio Viterbo. Prima 26mila euro per la Notte Rosa e poi 25mila per l’iniziativa di questa settimana: più o meno 50mila euro in sette giorni insistendo nelle stesse zone. Gli imprenditori delle altre aree cosa dicono? Sarebbe opportuna una sorta di turnazione, oppure, se sono fondi pubblici, ampliare le iniziative così da far lavorare tutto il centro storico”.

Una posizione che ha portato Troncarelli a rivolgere direttamente una domanda alla sindaca: “Per l’amministrazione Frontini qual è la definizione di centro storico?”.


Frontini: “Il centro storico non è tutto uguale”

A rispondere è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha rivendicato la scelta di concentrare parte delle iniziative nell’area commerciale del centro.

“Il corso è la parte commerciale sulla quale stiamo lavorando come priorità. Abbiamo passato anni a sentire lamentele su quanto il corso fosse vuoto e sulle serrande chiuse. Queste sono le aree target sulle quali abbiamo insistito e continuiamo a insistere”.

Una strategia che, secondo Frontini, nasce già nei primi anni dell’amministrazione.

“Abbiamo iniziato questo percorso muovendoci sul triangolo via Saffi, via Roma e Corso Italia, che lamentava il fatto che tutti gli eventi venissero fatti dall’altra parte, da piazza del Comune a San Pellegrino. Dal 2022 abbiamo iniziato a spostarci verso quest’altra parte della città”.

Per la sindaca, quindi, le diverse zone del centro non sarebbero da trattare tutte nello steso modo, potendo contare su peculiarità differenti, da zone che permettono una buona camminata ad altre più predisposte per ospitare tante persone.

“È chiaro che il centro storico non è tutto uguale. San Pellegrino non è piazza della Rocca: alcune sono zone più pedonali, altre più turistiche. Oggi mi ritengo soddisfatta, perché se la lamentela è che si fa meno a piazza Cairoli e piazza della Rocca vuol dire che abbiamo fatto grandi passi avanti rispetto a quando abbiamo iniziato”.


Il confronto si sposta sui fondi

Dal “dove” organizzare gli eventi, il confronto si è poi spostato sul “quanto”. Troncarelli ha infatti contestato anche l'utilizzo di risorse pubbliche per iniziative così ravvicinate e il compenso riconosciuto alla professionista che coordina Spazio Viterbo.

Anche su questo punto Frontini ha difeso la scelta dell’amministrazione.

“È vero, utilizziamo quei soldi su ciò che definiamo strategico. L’obiettivo è fare in modo che la città viva il maggior numero possibile di weekend e che Viterbo non sia soltanto Natale, Santa Rosa, San Pellegrino in Fiore e la primavera. Oggi le cose da fare si sono moltiplicate”.

La sindaca è intervenuta anche sui 30mila euro annui richiamati da Troncarelli.

“Dire che paghiamo 30mila euro lordi l’anno un professionista per organizzare gli eventi è riduttivo. La dottoressa Campanella si occupa anche del coordinamento delle botteghe storiche e ha realizzato il progetto nel tunnel di Valle Faul per raccontare la città attraverso i volti delle botteghe storiche”.

Per Frontini, il risultato va quindi letto confrontando la situazione attuale con quella trovata all'inizio del mandato: “Per valutare i progressi bisogna sempre vedere da dove si parte. Oggi la città è viva in più periodi dell’anno. È vero, si può sempre fare meglio, ma il tema degli eventi oggi in città esiste”.


Troncarelli: “Così si dà uno schiaffo all’associazionismo”

Proprio quest’ultima ricostruzione si è però aperto l’ultimo “fronte” del confronto. Nella replica, Troncarelli ha criticato l’idea di una città che prima dell’attuale amministrazione offrisse poche iniziative, richiamando il lavoro portato avanti negli anni da associazioni e realtà culturali.

“Lei racconta di aver trovato un disastro, ma così sta dando uno schiaffo a quel mondo dell’associazionismo che mantiene vivi gli appuntamenti durante tutto l’anno. Ci sono il Christmas Village, Medioera, Ombre e tutto un mondo culturale che è sempre in movimento”.

La consigliera PD ha poi richiamato anche San Pellegrino in Fiore, tornando infine sul punto dal quale era partita l’interrogazione.

“Cinquanta mila euro sono tanti. Hanno la coda lunga. È possibile che in sette giorni non sia stata presa in considerazione un’altra zona, come via Matteotti o piazza della Rocca? Se si spendono fondi pubblici bisogna aiutare la popolazione. Spazio Viterbo cosa ha dato in più come idea alla Notte Rosa, considerando che l’iniziativa esiste dal 2022?”.

E ancora: “Piace vincere facile con i fondi pubblici, ma 50mila euro in sette giorni mi sembrano eccessivi per ripetere situazioni che non permettono di interagire con altre attività. Ci sono realtà che cercano di portare avanti le tradizioni della città e che, il più delle volte, non ricevono neanche fondi pubblici”.






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