ANNO 16 n° 273
Ma allora a Marta il porto c'č!
23/12/2020 - 09:40

Di Stefano Marini Balestra

 

VITERBO - Nell’udienza del processo che pende avanti il tribunale di Viterbo nei confronti del sindaco del Comune di Marta Maurizio Lacchini e della consigliera Lucia Catanesi ed il tecnico arch. Scatarcia, la deposizione del teste della Procura m.llo GdF Casaburi ha spezzato una lancia a favore della tesi che i lavori eseguiti sul Porto di Marta non erano solo “opera idraulica” ma realizzazione di un vero “marina” in grado ospitare sino 400 imbarcazioni.

Da anni, cioè da quando avvenne l’inchiesta che portò nel 2018 al sequestro dell’area, ci si arrovella se le opere compiute dalla Regione Lazio con il contributo europeo fossero solo per regolare il deflusso delle acque del lago nel fiume emissario Marta e non anche migliorare un’infrastruttura turistica portuale da sempre esistente.

Per la Procura (sost.PM Siddi) senz’altro un abuso quello di considerare “porto turistico una “semplice” canalizzazione idraulica.

Però, anche a chi non esperto di costruzioni portuali non poteva sfuggire che l’impresa appaltatrice regionale stava realizzando qualcosa che non fosse solo una semplice opera di miglioramento idraulico, ma un vero porto. Vennero infatti realizzate colonnine per la distribuzione dell’energia elettrica ed acqua, poste in opera “teste a cuore” e “campanelle” (cosi si chiamano i ceppi fissi sulle banchine e gli anelli per dare volte alle cime di ormeggio),nonché canalizzazione delle acque di scolo delle banchine con relativa pompa elettrica.

Il m.llo Casaburi ha pure ricordato che nella tabella indicativa dei lavori che si stavano eseguendo erano ben indicate banchine e postazione di pontili galleggianti, quindi agli amministratori comunali ed all’utenza era chiaro che si stesse realizzando un porto turistico.

Ancora, il militare della Finanza ha segnalato che lo stato di abbandono dell’area dopo il sequestro ha determinato un insabbiamento dell’imboccatura con danni per l’intera area.

L’udienza è rinviata al 20 aprile prossimo per proseguo della deposizione e per consentire di allegare agli atti del processo la documentazione che proverebbe l’intenzione regionale di realizzare un porto lacuale a Marta.

 






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