ANNO 16 n° 274
L’Università della Tuscia accoglie studenti rifugiati
L’obiettivo è accogliere i ragazzi per avviarli a percorsi di studio
16/10/2023 - 06:57

 

Viterbo - Corridoi universitari. Il progetto UNICORE University Corridors for Refugees , alla sua quinta edizione, ha assegnato 51 borse di studio a rifugiati provenienti dal Kenya, Nigeria, Sudafrica, Uganda, Zambia e Zimbabwe. 
Il programma coinvolge 41 atenei che hanno offerto oltre 200 borse di studio a studenti rifugiati negli ultimi cinque anni. Tra queste anche l’Università della Tuscia di Viterbo.
Il fine è accogliere i ragazzi in maniera regolare e sicura per avviarli a percorsi di studio e lavoro in linea con le loro qualità e possibilità. 
Ieri all’aeroporto di Fiumicino è stato accolto il primo gruppo di 51 rifugiati, 11 donne e 40 uomini, che frequenteranno programmi di laurea magistrale della durata di 2 anni presso i 32 atenei italiani tra cui quello della Tuscia.
Gli studenti selezionati inizieranno fin da subito il loro percorso di inclusione in Italia grazie a corsi di lingua italiana che saranno erogati da remoto.
L’obiettivo è raggiungere un tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi terzi.

VITERBO - Corridoi universitari. Il progetto UNICORE University Corridors for Refugees , alla sua quinta edizione, ha assegnato 51 borse di studio a rifugiati provenienti dal Kenya, Nigeria, Sudafrica, Uganda, Zambia e Zimbabwe. 

Il programma coinvolge 41 atenei che hanno offerto oltre 200 borse di studio a studenti rifugiati negli ultimi cinque anni. Tra queste anche l’Università della Tuscia di Viterbo.


Il fine è accogliere i ragazzi in maniera regolare e sicura per avviarli a percorsi di studio e lavoro in linea con le loro qualità e possibilità. 


Ieri all’aeroporto di Fiumicino è stato accolto il primo gruppo di 51 rifugiati, 11 donne e 40 uomini, che frequenteranno programmi di laurea magistrale della durata di 2 anni presso i 32 atenei italiani tra cui quello della Tuscia.


Gli studenti selezionati inizieranno fin da subito il loro percorso di inclusione in Italia grazie a corsi di lingua italiana che saranno erogati da remoto.


L’obiettivo è raggiungere un tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi terzi.






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