


VITERBO - “Ci sono piante dette 'di civiltà': grano, soia, riso, tra le altre. Sono le piante che hanno determinato il progresso di una popolazione e che rappresentano tutto, non solo cibo ma anche religione, aspetti sociali e tanto altro ancora. E poi troviamo l'olivo che non è una di queste ma più una pianta simbolica, 'totemica', della nostra civiltà. Infatti, l'olivo è simbolo di pace, fratellanza, perdono e altro ancora. Valori universali del genere umano”.
È quanto afferma Donato Ferrucci, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo in vista della Domenica delle Palme.
“L'uso dell'olivo nella Domenica delle Palme – aggiunge Ferrucci – affonda le sue radici nella tradizione biblica. Secondo il Vangelo di Giovanni, quando Gesù entrò in Gerusalemme, la folla lo accolse con rami di palma, simbolo di vittoria e pace. Tuttavia, nelle regioni dove le palme non erano facilmente disponibili, si iniziò ad utilizzare rami di olivo, un altro simbolo di pace e riconciliazione. Pertanto, l'uso dell'olivo nella Domenica delle Palme si è sviluppato come una forma di adattamento alla disponibilità botanica locale. Possiamo definirlo quasi come un primo esempio di prodotto a 'km 0', anche se con finalità religiose”.
'La rappresentazione simbolico di questa pianta – prosegue Ferrucci – ha tanti aneddoti, infatti l'olio di oliva è presente in molti sacramenti cristiani: battesimo, estrema unzione, consacrazione di sacerdoti e altro ancora. L'olivo è infatti uno dei sette prodotti simbolo della ricchezza della terra promessa: 'II Signore tuo Dio sta per farti entrare in un paese fertile, paese di frumento, di orzo e di viti, di fichi e di melograni; paese di ulivi, di olio e di miele'. E la storia si incrocia con naturalezza nella leggenda, dove addirittura si narra che gli ulivi, per evitare di essere trasformati in croci, si piegarono e annodarono i rami, diventando alberi bassi e contorti, simbolo di salvezza'.
“Ma l'olivo, con ogni sua parte, - continua Ferrucci – è entrato nella nostra cultura, non solo religiosa. E ogni sua parte ha trovato nel tempo utilizzi molteplici, in primo l'olio, combustibile per lampade, lenitivo per le scottature, prodotto di bellezza, conservante naturale per alimenti e alla fine alimento lui stesso. Ma anche il legno nei suoi diversi utilizzi, da ardere ma anche da modellare, per comporre arredi, oggetti da cucina (taglieri, cucchiai), complementi d'arredo rustici (tavoli, ciotole), artigianato artistico (orologi e bomboniere), bigiotterie (anelli e collane). Ed infine le foglie, fonte di fitocomposti, sostanze naturali bioattive, principalmente polifenoli, presenti in alte concentrazioni anche nelle foglie, note per le loro spiccate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e salutistiche. Da queste l'attuale produzione, da una parte, delle salutistiche tisane e integratori; e dall'altra gli innovativi liquori alle foglie di olivo. Una pianta simbolo religioso ma anche culturale di tutta l'area mediterranea”.