

VITERBO – ''Quando sono sceso in strada era tutto tranquillo, poi ho sentito un rumore sordo e mi sono avvicinato di corsa: il corpo dell’uomo era sotto il furgone, la testa spuntava da vicino la ruota posteriore. Ho capito subito che era morto. Mi sono sentito male’’. A parlare in aula è uno dei testimoni oculari che il 5 novembre del 2010 si trovava in via Vicenza quando l’82enne Ludovico Tomarelli è stato investito e ucciso mentre andava a buttare l’immondizia.
Per quella morte, a distanza di 7 anni, sfilano in aula i testimoni dell’accusa nel processo per omicidio colposo a carico dell’autista del furgone, P.S., libero professionista viterbese.
''Era l’ora di pranzo – spiega in aula, accompagnato dai suoi due legali, gli avvocati Mezzetti e Papalia – Via Vicenza era completamente intasata dal traffico. Stavamo fermi e quando ci muovevamo andavamo a passo d’uomo. Ad un certo punto ho sentito un leggero fruscio, un piccolo rumore. Pensavo di aver urtato un cartone in strada. Ma è stato quando la ruota posteriore destra si è sollevata un pochino, che ho capito che si trattava di qualcosa di diverso. E così sono sceso a controllare’’.
Quindi la tragica scoperta: sotto le ruote del suo furgone bianco, il corpo dell’82enne, per cui purtroppo nemmeno i sanitari del 118 accorsi immediatamente sul posto, hanno potuto fare nulla.
Da quanto emerso nell’autopsia, Tomarelli sarebbe morto per un’emorragia interna dovuta alle lesioni riportate al torace e alle vertebre.
''E’ stato un incidente avvenuto praticamente da fermi, per cui ad oggi ancora non so darmi pace – conclude – ho la patente dal 1968 e non ho mai ricevuto nemmeno una multa’’.
Si tornerà in aula per la discussione il prossimo 12 gennaio.