

VITERBO – L’Arci di Viterbo tramite una diretta streaming avvenuta il 19 marzo ha voluto sottolineare come le associazioni culturali si sono trasformate per fornire tutto l’aiuto possibile durante il periodo di emergenza Covid
“Le associazioni hanno dovuto affrontare una riattivazione culturale – dichiara Marco Trulli, Arci Viterbo - ma si sono dovute fermare e per riconvertire e le proprie attività in movimenti di aiuto per le persone più colpite dalla pandemia tenendo fede al loro patto associativo.
Nel territorio viterbese le emergenze hanno avuto una rilevanza diversa rispetto alle situazioni che sono state vissute nelle grandi città come una grande condizione di isolamento, povertà estrema e la necessità di ricucire i vuoti.”
“Da un anno abbiamo chiuso quella parte delle attività culturali e aggregative – enuncia Claudio Riccio, Sparwasser, Roma – l’associaizone Sparwasser ha sempre compiuto attività di mutualismo e un esempio è Nonna Roma che nella capitale ha avuto un forte impatto positivo e non solo all’interno del V municipio, luogo della sua creazione. L’evento Nonna Roma si preoccupava di distribuire pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà. Il tutto è iniziato l’anno scorso e abbiamo iniziato con il portare la spesa agli anziani, si è lavorato molto attraverso la rete online e si è creata una rete di quasi 300 volontari che distribuivano la spesa alle persone che non potevano uscire di casa, principalmente anziani.
Un altro evento riguardava un aiuto con la Didattica a Distanza – continua – che purtroppo ha incrementato le disuguaglianze. Sono stati raccolti device, sistemati e distribuiti a chi ne aveva più bisogno. Inoltre è stato attivato anche lo sportello psicologico online, ma un evento che ha coinvolto direttamente i nostri spazi riguarda il Piano Freddo. A Roma 12 senza tetto sono morti, ma non per colpa del freddo, la causa è l’abbandono delle istituzioni.
Il nostro circolo aveva la serranda abbassata, abbiamo deciso di riaprirla e convertire un ambiente musicale in un rifugio per i senza fissa dimora. Non è stato facile dal lato burocratico e amministrativo, dovevo costantemente sanificare, effettuare i tamponi e garantire il distanziamento. Non eravamo soli in questo aiuto perché oltre alle donazioni economiche abbiamo ricevuto anche dei letti nuovi da un’azienda di Roma.
Dopo tutto quello che abbiamo fatto, distribuzione alimentare, letti per i senza tetto, sportello psicologico e aiuto nel compilare le difficilissime domande per richiedere i bonus, il municipio voleva revocarci la licenza. Fortunatamente dopo 24 ore hanno fatto marcia indietro.
La cultura ha risposto meglio rispetto alle istituzioni che hanno lasciato sole le persone in un momento di grande difficoltà.”
“Arci Torino si occupava già di persone senza fissa dimora – afferma Luca Bossonetto, Arci Torino - durante il lockdown abbiamo agito non solo come associazione culturale, ma come gruppo umano e abbiamo risposto alla chiamata di aiuto tramite una riconversione degli spazi culturali in ambienti solidali
La comunità di volontari che si è creata coinvolge circa 150 persone e insieme si strutturano i progetti su cui agire. Ad esempio, c’è stata la riconversione del locale appartenuto all’associazione “Anatra zoppa”. Con il benestare del presidente dell’associazione è stato occupato il circolo e sono in corso attività per progettare insieme una nuova rigenerazione urbana.”
“Il progetto fooding è partito a dicembre 2018 – aggiunge Alice Graziano, Arci Torino - il tema è povertà alimentare. Sono state organizzate mense per le persone senza dimora e anche punti di raccolta e distribuzione di eccedenze alimentari. Collaboriamo con Torino Solidale e insieme abbiamo creato una rete per sostenere le famiglie in situazioni di grande fragilità a causa dell’emergenza Covid. Abbiamo dovuto affrontare un riadattamento degli spazi all’interno della mensa per l’emergenza covid in modo da garantire il distanziamento e la sicurezza di tutti.
Abbiamo risposto all’emergenza aiutando persone che ne avevano bisogno e questo ci ha permesso far conoscere il circolo Arci. Adesso stiamo valutando come fare affinchè il circolo non solo diventa un posto per ritirare i pacchi alimentari, ma anche per permettere alle famiglie momenti felici come il festeggiare un compleanno.
Forse l’unico elemento positivo di questa pandemia è stato mettere in discussioni i nostri ruoli all’interno della società e sviluppare una maggiore sensibilità collettiva.
Vogliamo costruire una comunità dove la cultura del volontariato e del dono perduri anche dopo l’emergenza sanitaria. Non bisogna dimenticare che le relazioni costruite in questa rete sono state fondamentali per superare questi momenti difficili.”
“L’obbiettivo dell’associazione Don’tPanic era ed è quello di dare più forza alle realtà che già esistevano nel territorio – dichiara Gioacchino Piras, Don’tPanic, Bologna - volevamo rendere il tutto più collegato e mutualistico. Per questo motivo abbiamo deciso che lo strumento più adatto fosse quello delle piattaforme social, non solo come concetto pratico, ma anche come ideologia politica in quanto permetteva di mettere in risalto il benessere della persona anziché salvaguardare il profitto.
La spesa sospesa ha accompagnato Don’tPanic nelle varie fasi, abbiamo raccolto i beni e distribuiti negli empori solidali che, a loro volta, li hanno distribuiti alle famiglie. Durante la prima ondata – continua – abbiammo attivato il servizio del Telefono Amico per dare compagnia agli anziani da soli attraverso una semplice chiacchierata telefonica. Anche noi ci siamo mossi per aiutare i senza tetto durante il periodo invernale e per la distribuzione di farmaci durante il lockdown. Inoltre abbiamo attivato un servizio di consulenza psicologica online attraverso un’associazione di psicologi.
Quindi, abbiamo unito tante realtà e attraverso il mutuo aiuto è stato possibile aiutare le persone in difficoltà sotto vari aspetti, da quello economico a quello psicologico. Adesso il circolo ha chiuso perché non riuscivamo a pagare l’affitto; anche se l’associazione non esiste sul piano fisico, la pandemia ci ha permesso di superare questo ostacolo e di riuscire ad andare oltre lo spazio fisico. La vittima più grande di questa pandemia è lo spazio in quanto tale.”
“I problemi all’interno della società erano tanti, la pandemia li ha portati all’estremo, un esempio è il lavoro di cura familiare e domestica che ha coinvolto principalmente le donne, costrette ad abbandonare il lavoro per occuparsi della famiglia – sottolinea Francesca Romana D’Amico, Don’tPanic, Bologna – stiamo cercando di far diffondere l’idea che il lavoro di cura non spetta unicamente alla donna, ma può coinvolgere l’intero condominio. Abbiamo creato banche del tempo dove le persone possono indicare le proprie ore libere, attraverso tabelloni o gruppi social, e dedicarle al lavoro di cura aiutando chi magari non ha tempo portando a spasso i cani del proprio vicino oppure accudendo i figli del dirimpettaio.
Sappiamo che è una realtà già attiva e funzionante, speriamo che possa abbracciare presto anche altri condomini”
Alla conferenza online molti sono stati gli spettatori, principalmente realtà associative e movimenti culturali della zona di Viterbo. Alla fine della conferenza, infatti, l’associazione Parole a Chilometro Zero è voluta intervenire sollevando la problematica riguardante i bambini e le attività online.
“Siamo un circolo letteratura con laboratori di scrittura – spiega una ragazza dell’associazione – e di presentazione libri con una particolare attenzione per le attività letterarie dedicate ai bambini. L’idea di metterci online era l’unica possibilità era la preoccupazione per i bambini. Abbiamo trovato docenti e scrittori che si sono offerti ed è stato realizzato un bellissimo laboratorio di scrittura gratuito online.
Questi eventi non si limitavano alla scrittura, ma sono diventati un momento di aggregazione virtuale e di condivisione per persone che erano sole dall’altra parte dello schermo. Stiamo studiando dei modi per organizzare delle letture all’aperto negli spazi verdi di Viterbo per i bambini, con loro è necessaria la presenza altrimenti difficilmente prestano attenzione a quello che succede.”