ANNO 16 n° 294
L’acqua attraverso i brand: da flusso incontaminato ad amica del lifestyle
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
21/10/2026 - 09:16
di Elsa Berardi

VITERBO - Altissimi, purissimi… “Connessissimi” e super galvanizzati, in un environment che apre alla comunicazione alternativa – ed aestheticallly pleasing – del prodotto-acqua: dapprima, la sostanza più importante del globo (e del corpo) si è allacciata a strategie multilaterali, con colonne sonore evocative e il richiamo alla natura; ora, dopo una lunga fase mezzana e dedicata a nuovi stili di vita, l’acqua è mate della mission di essere in forma.

“Essere” in forma, sì: scegliere la propria opzione di mantenimento è più funzionale, almeno nel nostro presente, che subire accorgimenti esterni. Gli spot dei colossi di produzione e distribuzione dell’acqua, però, sembrano voler offrire al fruitore strategie di piazzamento che inducano stabilità, amore per la routine e saggi suggerimenti. Un po’ amica della porta a fianco, un po’ leggiadra suggestione montana, l’acqua è ritratto trasparente del non-visto, ma lo storytelling a essa associato è pura sintesi del costume odierno.

Oggi ci cimenteremo in una visione al binocolo di certi panorami mediali, artistici e visuali (nonché testuali) che ci narrano l’acqua come precisa soluzione, non solo come ingrediente fondamentale per la vita: da una prima fase poetica a un ritorno del nazionalpopolare, anche ciò che ci rinforza può essere letto come un pretesto di aggregazione sociale.

2013 – Levissima fa arte, ma il suo claim ha creato community: il mito (veritiero) dell’acqua di montagna. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=sdT0iZYs4Ho

L’acqua Levissima, si sa, è un must della comunicazione verbo-scritturale: grazie al claim in chiusura, “Altissima, Purissima, Levissima”, ha equipaggiato il nascente settore della sustainability.

Perché? Rimanda subito a un prodotto aureo, alto e senza paragoni di sorta, ma anche invitante, stabile, riconoscibile: sgorgando dalle Alpi, si è pensato a una forte narrazione, espletata attraverso la colonna sonora “How Long”. Il pezzo, del compositore nostrano Roberto Cacciapaglia, fonde mistero e incertezza con un invito alla scoperta, quasi un viaggio odissiaco che deriva da lontano. Levissima, con una modella-allegoria della montagna, ha fuso il payoff memorabile con immagini che inaugurano quasi l’interattivo, mostrando lo scenario dinamico della montagna che canta.

Una strategy navigata, ma ancorata a un racconto entusiastico del prodotto: dovremo aspettare qualche anno e l’affollarsi dei social trend per concepire l’acqua come counselor di bellezza, anziché come ambassador di convinzione enunciativa.

 

Un balzo al 2007 – Vitasnella protagonista del filone del nuovo healthy: complicità con sé stessi e con gli altri. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=oLVnloeYGlI

Vit-, Pro-, Dige-: non sono solo nomi antesignani dei prodotti alimentari per il fitness, ma anche una spiccata persuasione alla cultura della lentezza, della self-consciousness, del ritrovarsi compiuti. Sebbene una dieta per l’aumento o la perdita di peso non sia bastevole a rafforzare il coraggio, l’individuo può scoprirvi una nuova capacità di interessarsi alla sua forma mentis: il corpo, dunque, per decenni faro nel mare dell’alta moda e della mostrazione, diviene parentesi tra la bellezza personale e la limpidezza delle proprie scelte.

Con questo spot, Vitasnella opta per uno scenario meno perfetto, ma più lineare: una donna è in un paesaggio silenzioso e crepuscolare, ma indossa un vestito delicato e appare sicura delle sue imperfezioni.

Il crepuscolo lascia spazio – e luogo – al mare, la bella ragazza incontra un uomo che la solleva, l’acqua diventa presenza di fiducia e l’apertura alla relazione circostanzia il desiderio di amarsi. Alla fine del claim – con payoff storico “L’acqua che elimina l’acqua” – è proposta una bevanda energizzante vicinissima ai nostri integratori: un mondo ancora da scoperchiare quasi 20 anni fa, ma ultimamente di facile diffusione.

 

2026 – Il duo Hunziker-Follesa diventa “Sorelle Plin Plin” per Rocchetta: amicizia, ironia e bisogno di distrazione. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=RUr2uL3cdv0

L’acqua è oggi un accesso privilegiato al benessere… Invero, lo è sempre, ma l’accezione contemporanea della libertà di conoscersi è più variegata e meno limitante, sia per brand e testimonial sia per i consumatori. Vediamo come con Rocchetta, una delle celebri “Acque della Salute”: la campagna storica con Michelle Hunziker va a gonfie vele, ma l’ospite in un ideale backstage è la verace Katia Follesa.

Quest’ultima, alla domanda di Hunziker sull’entusiasmo nel girare lo spot, risponde con un “hmmm” dubbioso: si tratta di una tecnica di autenticità della leadership, qui intesa come valore individuale e non come timone di un progetto. La dolce Katia non rinuncia alla sua semplicità rilassata e dichiara perplessità, ma il personaggio di Michelle la invita, senza svalutarla, a un consumo di Rocchetta condiviso.

Nascono dunque le “Sorelle Plin Plin”: una proposta leggera di un bene reperibile e di chiara riconoscibilità. Una distensione simpatica e non volgare è trasudata da questo filone, un sample di goliardia, relazione e fiducia.

E voi? Quale specchio della società (e delle sue abitudini) preferite? La nobilitazione del prodotto, il prodotto come “password” di nuovi stili di vita, l’ironia come filo conduttore oppure – la risposta che preferiamo – l’amore incondizionato per la vita stessa? Innovare, capire e leggere tra le righe è acqua per il nostro bisogno di crescere: un aiuto a decomprimere, riconoscere sé stessi e rendersi visibili, ma anche (e in ogni epoca) coesi e coese!

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