ANNO 16 n° 273
Lutto nel mondo del calcio viterbese per la scomparsa di Riccardo Celleno
Era l'allenatore del Valentano il ciclista morto oggi nello scontro con un'auto
08/08/2014 - 23:20
VITERBO - Il calcio viterbese piange Riccardo Celleno. E' l'allenatore del San Valentano il ciclista scomparso tragicamente nel pomeriggio di ieri in seguito allo scontro con un'auto nei pressi di Bomarzo. Una notizia che ha sconvolto tutta Civitella d'Agliano, il paese dove Celleno viveva e lavorava, e mano a mano che si spargeva la voce anche tutti gli addetti ai lavori, gli appassionati e i semplici tifosi del calcio provinciale.
Celleno, 36 anni, era un allenatore molto popolare e stimato. Alla guida del Real Teverina aveva centrato due campionati ad altissimo livello, prima di passare al San Lorenzo Nuovo, per una breve parentesi chiusa anzitempo. All'inizio dello scorso luglio aveva accettato la corte del Valentano, una delle tante squadre provinciali che lo corteggiavano, per un nuovo e ambizioso progetto. Ed era pronto a ripartire con l'entuasiamo di sempre, quell'entusiasmo da uomo di calcio a 360 gradi, amatissimo dai suoi calciatori ma anche interessato a tutte le sfaccettature di questo sport: le sue analisi tattiche anche delle recenti sfide dei Mondiali in Brasile erano accurate e argomentate. Così come lo scorso 1 maggio, quando era senza panchina, Celleno si era prestato a commentare in telecronaca streaming la sfida tra Rieti e Viterbese, vinta dai gialloblu e che è valsa loro la promozione in serie D. Quel giorno al 'Manlio Scopigno' Riccardo, microfono in mano, ha raccontato il match per conto di Calciodellatuscia, portale di riferimento del calcio viterbese, col quale aveva da sempre un rapporto straordinario. Lo scorso giugno, invece, Celleno era stato a Coverciano, l'università italiana del calcio, per uno stage d'aggiornamento. Instancabile, interessato, acuto: questo era Riccardo. Appassionato di calcio ma anche di altre discipline, dal ciclismo alle immersioni subacque: l'ultima appena qualche giorno fa nei fondali che amava, quelli dell'isola del Giglio.

A Civitella, dove lavorava nella sua azienda di comunicazioni, lascia la moglie Stefania e un figlio di tre anni. E lascia un vuoto immenso in tutte le persone che lo hanno conosciuto - magari per motivi di lavoro, magari presentato per caso in un ristorante viterbese - e hanno potuto apprezzare le sue qualità. Rare, in un mondo spesso arido come quello del pallone. Addio mister, ti sia lieve

 

la

 

t

erra. 

di Andrea Arena

CIVITELLA D'AGLIANO - Il calcio viterbese piange Riccardo Celleno. Era l'allenatore del Valentano il ciclista scomparso tragicamente nel pomeriggio di oggi in seguito allo scontro con un'auto nei pressi di Bomarzo.

Una notizia che ha sconvolto tutta Civitella d'Agliano, il paese della Teverina dove Celleno viveva e lavorava, e mano a mano che si spargeva la voce anche tutti gli addetti ai lavori, gli appassionati e i semplici tifosi del calcio provinciale.

Celleno, 36 anni, era un allenatore molto popolare e stimato. Alla guida del Real Teverina aveva centrato due campionati ad altissimo livello, prima di passare al San Lorenzo Nuovo, per una breve parentesi chiusa anzitempo.

All'inizio dello scorso luglio aveva accettato la corte del Valentano, una delle tante squadre provinciali che lo corteggiavano, per un nuovo e ambizioso progetto.

Ed era pronto a ripartire con l'entuasiamo di sempre, quell'entusiasmo da uomo di calcio a 360 gradi, amatissimo dai suoi calciatori ma anche interessato a tutte le sfaccettature di questo sport: le sue analisi tattiche anche delle recenti sfide dei Mondiali in Brasile erano accurate e argomentate. Così come lo scorso 1 maggio, quando era senza panchina, Celleno si era prestato a commentare in telecronaca streaming la sfida tra Rieti e Viterbese, vinta dai gialloblu e che è valsa loro la promozione in serie D.

Quel giorno al ''Manlio Scopigno'' Riccardo, microfono in mano, ha raccontato il match per conto di Calciodellatuscia, portale di riferimento del calcio viterbese, col quale aveva da sempre un rapporto straordinario. Lo scorso giugno, invece, Celleno era stato a Coverciano, l'università italiana del calcio, per uno stage d'aggiornamento.

Instancabile, interessato, acuto: questo era Riccardo. Appassionato di calcio ma anche di altre discipline, dal ciclismo alle immersioni subacque: l'ultima appena qualche giorno fa nei fondali che amava, quelli dell'isola del Giglio, con tanto di immagini postate sulla sua pagina Facebook.

A Civitella, dove lavorava nella sua azienda di comunicazioni, lascia la moglie Stefania e un figlio di tre anni. E lascia un vuoto immenso in tutte le persone che lo hanno conosciuto - magari per motivi di lavoro, magari presentato per caso in un ristorante viterbese, magari ad una premiazione - e hanno potuto apprezzare le sue qualità. Rare, in un mondo spesso arido come quello del pallone. Addio mister, ti sia lieve la terra. 

Facebook Twitter Rss