ANNO 16 n° 275
Lutto nel cinema, è morto Tonino Guerra
22/03/2012 - 09:13

È morto ieri mattina Tonino Guerra, il poeta e sceneggiatore romagnolo collaboratore di tanti grandi registi, da Fellini ad Antonioni, da Rosi ai fratelli Taviani. Nato nel 1920, aveva da poco compiuto (il 16 marzo) 92 anni. Da qualche tempo, avendo sentito che la fine si avvicinava, aveva scelto di tornare a vivere nella natia Santarcangelo, lasciando la casa-museo di Pennabilli - sede dell'associazione a lui intitolata - nella quale aveva vissuto dagli anni 80. Ammalato da qualche mese, Guerra si era aggravato nelle ultime settimane ed era stato ricoverato a Rimini per accertamenti, ma i sanitari lo avevano rimandato a casa. Accanto a lui nell'ora del trapasso, anche il figlio Andrea Guerra, noto musicista.

LA BIOGRAFIA

Due giorni di lutto cittadino. Il sindaco di Santarcangelo, Mauro Morri, ha reso noto nel pomeriggio che la Giunta ha deliberato il lutto cittadino per la morte di Tonino Guerra «che sarà di due giorni, venerdì e sabato». Il primo cittadino ha poi spiegato che si sta lavorando, di concerto con la famiglia, per individuare i personaggi che parteciperanno all'orazione funebre per il poeta e sceneggiatore scomparso.

Il compleanno. Guerra, che da anni risiedeva a Pennabilli, in alta Valmarecchia, era tornato nella sua Santarcangelo in occasione del suo ultimo compleanno celebrato nella piazza principale della città su cui si affaccia la sua abitazione. In quell'occasione, la fontana della piazza era stata circondata da un soffice manto erboso, come desiderava lo stesso Guerra e tra i tanti accorsi a celebrare il poeta c'era anche il regista Ermanno Olmi.

Sabato l'orazione funebre. È prevista sabato intorno alle 10, in piazza Ganganelli a Santarcangelo, l'orazione funebre per Tonino Guerra. La camera ardente sarà allestita nella sala del Consiglio comunale di Santarcangelo per tutta la giornata di venerdì, dalle 9. Lo ha reso noto, con un programma non ancora definitivo, il Comune, su indicazione della famiglia Guerra, che sta definendo le modalità di svolgimento delle commemorazioni funebri. Dopo la cerimonia, il feretro raggiungerà Pennabilli, dove verso le 15.30 si terrà una preghiera di saluto.

Paolo e Vittorio Taviani. «Quando un paese perde un poeta è sempre una tragedia, per me e mio fratello Paolo ancora di più perchè per noi Tonino è stato un pianeta, non c'è parola che rappresenti di più quel mondo fantasioso e magico che ci ha fatto conoscere in tanti anni di amicizia e collaborazione», dice il regista Vittorio Taviani, ricordando Tonino Guerra. Tanti anni di incontri e due film negli anni '80 Kaos tratto dalle Novelle per un anno di Luigi Pirandello e La notte di San Lorenzo. «Incontrarlo era ogni volta un'avventura perchè ti affascinava con le parole, parlava parlava, scivolava sopra le cose come una farfalla. Tutto quello che lui diceva erano perle. Mi ricordo - prosegue il regista premiato con l'Orso d'oro al festival di Berlino per Cesare deve morire - quando andavamo nell'attico che aveva a Piazzale Clodio, niente penne, nè appunti, incantati a sentirlo parlare». Tonino Guerra ha avuto una vita da favola, cominciata con l'incubo del campo di concentramento a Troisdorf, in Germania dove aveva cominciato a comporre poesie in lingua romagnola, «e noi stavamo ore a sentirlo raccontare. Mi vengono i brividi a ricordare quando parlando della guerra e della tanta fame che aveva patito Tonino per farci un esempio disse: 'la fame è quando vedi una farfalla e invece di ammirarne la bellezza ti viene voglia di mangiarla».

Veltroni. «Tonino era una persona straordinaria, una persona capace di attraversare quasi un intero secolo della cultura italiana riuscendo a dare un contributo originale in mille campi, uno dei nostri intellettuali più conosciuti e apprezzati al mondo. E che insieme aveva mantenuto un sorriso e uno sguardo leggero e penetrante sul mondo e sugli uomini». Così lo ricorda Walter Veltroni. «Tonino Guerra - aggiunge - aveva collaborato da pari a pari coi migliori registi del nostro cinema Fellini come Antonioni, Visconti, De Sica, i fratelli Taviani, Rosi, Petri, Bellocchio... Lo avevano amato e avevano collaborato con lui Theo Angelopoulos o Andrei Tarkovskij, segno che quest'uomo che amava parlare nel suo romagnolo arrotondato non aveva confini intellettuali e parlava una lingua davvero universale. Ci mancheranno le cose profonde che diceva avvolgendole nel suo sorriso quasi da bambino. Se ne è andato un genio, un poeta, una persona dolcissima».

Bersani. «Tonino Guerra è stato un grande artista. Con il suo talento ha rappresentato l'Italia nel mondo. Poeta, scrittore e sceneggiatore, era un genio che affondava le sue radici in una cultura alta ma popolare, legata ad una terra, la Romagna, che lui amava e che lo ha amato. Esprimo il cordoglio mio e quello del Partito democratico alla sua famiglia». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato la notizia della scomparsa di Tonino Guerra.

Ilmessaggero.it






Facebook Twitter Rss