ANNO 16 n° 275
Lusi interrogato per 6 ore: ĢI vertici della Margherita sapevano tuttoģ
28/03/2012 - 09:46

Adesso Luigi Lusi diventa il «garante della grande spartizione». Dei rimborsi elettorali, s’intende. E a incaricarlo, ha detto ieri l’ex tesoriere della Margherita in sei di interrogatorio in procura, erano stati i leader del partito. La villa alle porte di Roma, gli appartamenti in Abruzzo e pure quello nel centro di Roma: erano «investimenti a nome della Margherita». Cioè spese frutto di un accordo tacito tra i leader del partito che avevano dato mandato al tesoriere affinché investisse una parte del finanziamenti elettorali ricevuti dal partito.

La «spartizione» riguardava tutti i finanziamenti ricevuti dalla Margherita. Che Lusi, a suo dire, gestiva in ogni aspetto per conto di altri: «Anche gli assegni in bianco erano divisi per quote, a me spettava distribuirli tra le diverse aree, non li ho tenuti tutti per me». E’ questa la sostanza dell’interrogatorio fiume dell’ormai ex tesoriere della Margherita accusato di appropriazione indebita per aver sottratto circa 25 milioni di euro.

Alla fine è uscito apparentemente soddisfatto, sorridente, sotto braccio al suo avvocato Luca Petrucci. Ai pm Alberto Caperna e Stefano Pesci che lo hanno ascoltato tutto il pomeriggio ha pure ribadito che le spese folli che gli sono contestate, i ristoranti e i viaggi, non erano tutte sue.

La carta di credito del partito che era intestata a lui in quanto tesoriere, era usata anche dagli altri, tanto che lo stesso Lusi non si rendeva conto di chi facesse le cene da oltre mille euro che gli sono state contestate.

All'ingresso in procura, con i giornalisti che lo aspettavano, ha scambiato pure qualche battuta: «Le spese folli tra ristoranti e alberghi di lusso? Si vede che qualcuno ha usato la mia carta di credito». E poi un’affermazione sul quel video «rubato» in cui diceva che se avesse parlato lui, poteva saltare il centrosinistra: «Certo, l’intervista era rubata. E non ho mai passato carte riservate ai settimanali per tirare in ballo l’Api».

Il punto centrale del suo racconto è quell'accordo. Nella divisione sarebbe stata prevista anche una quota per il tesoriere Luigi Lusi, rimasto a presidiare i soldi della Margherita, anche all'interno del Partito democratico. Concluso il confronto con i magistrati, la prossima mossa del senatore sarà quella di rinunciare al riesame fissato per il prossimo 5 aprile. Anche la procura, dal canto suo, dovrà valutare rapidamente il da farsi. L'interrogatorio di ieri era stato fissato per evitare una richiesta di arresto che ormai sembrava imminente. Nelle scorse settimane, dopo le fughe di notizie circa i finanziamenti ad alcune fondazioni ambientaliste vicine all'ex presidente della Margherita Francesco Rutelli, la procura aveva seriamente valutato l'ipotesi di chiedere l'autorizzazione all'arresto al Senato.

A frenare le valutazioni dei magistrati, il rischio che il dibattito di palazzo Madama sull'eventuale arresto finisse per rallentare ulteriormente l'indagine. La valutazione sarà affrontata ancora in queste ore.

Ilmessaggero.it






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